Rugby League – Non c’è due senza tre

Foto concessa NWR

A Saluzzo non c’è due senza tre: l’unica società italiana che pratica il rugby league nella stagione invernale è pronta alla terza stagione nei campionati francesi, con importanti novità circa sponsor, rugbymercato e staff. La vita nella National Division 2, vuoi per le distanze, vuoi per la logistica, non è sempre facile e la strada da fare per ottenere risultati sul campo è ancora lunga, ma le ultime novità giunte dal Piemonte Occidentale promettono parecchio bene, a più livelli. Scopriamole assieme.

Nata nel 2010 su iniziativa di alcuni giovani del saluzzese, la società sorge come club di rugby union, con diversi anni di militanza nel campionato di Serie C piemontese e ligure. La svolta “rivoluzionaria” – come la definisce il sito ufficiale della Piuma – arriva qualche anno dopo, quando, raccogliendo l’eredità dei North West Roosters dei pionieri Chris De Meyer e Gert Pens, la squadra tutta “passa” al rugby league, o rugby a 13.

COLPO DI FULMINE – Una volta che lo provi, questo sport… è difficile che ti volti indietro. Così è stato per il XIII del Saluzzo Rugby, diventato Saluzzo North West Roosters, passato poi ai campionato francesi della Provence-Alpes-Côte d’Azur (PACA), divisione nazionale 2. Un torneo che ha visto i ragazzi di Elio Giacoma protagonisti di un percorso di crescita, ora giunto al terzo anno. Fuori e attorno al campo, trasferte lunghe e proprio per questo suggestive; dentro il rettangolo di gioco, la soddisfazione di aver fornito diversi elementi alla nazionale italiana senior e under 21, oltre ad aver ospitato – sul terreno di gioco di Manta, campo sportivo comunale – il test Italia-Spagna nel giugno 2017.

TRA FRANCIA E ITALIA – Il confronto, settimana dopo settimana, con atleti abituati da sempre a questo codice del rugby ha senz’altro giovato al XIII saluzzese. In particolare, da rimarcare che, nell’ultimo match della prima stagione in Francia, abbia indossato la maglia del NWR addirittura Mirco Bergamasco, nazionale dual code, che alle oltre 100 presenze con l’Italia di rugby union ha aggiunto poi svariati cap internazionali nel league; non meno degna di nota, almanacchi di questo sport alla mano, la militanza in squadra di Gioele Celerino, semplicemente il miglior prodotto del rugby league italiano a livello domestico. Un ragazzo, il seconda-terza linea di Asti, classe 1993, da tempo immemore nel giro dell’Italia League, protagonista nel 2013 della storica vittoria contro l’Inghilterra in amichevole a Salford, passato per i Newcastle Thunder nei campionati inglesi prima dell’esperienza in Australia.
Ha inoltre giocato nel club l’italo-australiano Ben Lenzo, avanti classe 1988 di origine siciliana.

Oltre agli impegni di campionato, i saluzzesi hanno partecipato al Torneo di Edimburgo (Scozia), dove hanno avuto modo di confrontarsi con l’ostico Edinburgh Eagles Rugby League.

Da segnalare che, nell’ambito di un progetto tecnico della FIRL e a margine del tour italiano dell’Inghilterra Lionhearts, gli atleti della zona sono stati protagonisti di uno stage coi tecnici italo-australiano Leo Epifania e Rick Baitieri.

BENTORNATO GIOELE – Ed è proprio da Celerino, fresco di stagione coi Queanbeyan Blues, dintorni di Canberra, nella Canberra Rugby League (terzo livello dei tornei australiani), che i Roosters hanno deciso da ripartire. Come dire che, sulla scorta di una vecchia canzone di Antonello Venditti, certi amori non finiscono, anzi: da questo giocatore, che si è tolto la soddisfazione in carriera di capitanare l’Italia addirittura in un test match ufficiale al Club Marconi di Sydney un anno fa, andrà a decollare il progetto di coach Giacoma.

Fiore all’occhiello dei Tully Tigers, club della Cairns District Rugby League dall’innegabile connotazione italiana e azzurra, il n. 13 si districherà nel doppio ruolo di giocatore e Responsabile dello sviluppo dell’area tecnica, forte anche dell’esperienza coi Blues di Terry Campese, bandiera dell’Italia League e della NRL.

NON SOLO GIOELE – Ma il mercato svolto quest’estate dal board saluzzese non si limita al ritorno del capitano azzurro. Sono australiani ma conoscono a menadito, il curriculum vitae parla chiaro, Alexander lennox e Brandon Kadel.
Iennox, 26enne nato a Burkedin (Queensland), può giocare sia seconda che terza linea, e viene da due stagioni con l’Apt Ocrier (regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra); sempre nel al QLD è nato Kadel, anche lui proveniente dal club della Valchiusa, di ruolo estremo o mediano di mischia.

ALTRE NOVITÀ – Nel bel quadro di questa rivoluzione tecnica, è arrivata anche la notizia dell’ingaggio di Christian Albertini come nuovo allenatore della fase offensiva.
Francese di origini italiane, ha militato nel rugby union con Tolone e Tolosa, per poi passare al XIII con la maglia del Marsiglia. Internazionale coi Blues da giocatore, da tecnico ha guidato lo Stade Phocéen e l’Under 21 di Pays d’Aix, salvo trasferirsi nel nostro paese per allenare il Cuneo Pedona Rugby.

Condividi
Sardo classe 1987, ama il rugby, il calcio e i supplementari punto a punto. Già redattore di Isolabasket.it e della rivista cagliaritana Vulcano, si è laureato in Lettere con una tesi su Woody Allen.