Vuelta a España 2018 – l’esperienza (e la paura) di Simon Yates

A tutti noi sarà capitato di vivere una o più esperienze negative e più o meno a tutti quanti noi abbiamo reagito nella seguente maniera: elaborare dove si è sbagliato, capire tutti gli errori e fare in modo che questi non riaccadano.

Un elenco lungo di persone al quale si è iscritto Simon Yates. Cosa dicevamo durante il recente Giro d’Italia nei confronti del 26enne inglese della Mitchelton-Scott? Ok, sta dando spettacolo, sta dominando, è in Maglia Rosa, ma non è che sta spendendo troppo, considerando che è andato già forte a marzo alla Parigi-Nizza e ad aprile al Giro di Catalogna? Detto, fatto. Terzultima tappa della Corsa Rosa, Colle delle Finestre. Sui chilometri di sterrato della durissima ascesa piemontese, Yates prende una delle cotte più drammatiche della recente storia del ciclismo, dicendo addio a ogni sogno di gloria.

Un’esperienza durissima, una botta tremenda, dal quale l’inglese si sta però pienamente risollevando. E se ne stanno accorgendo i suoi avversari in questa Vuelta a España 2018. Simon è in Maglia Rossa, è il leader della generale, ha vinto una tappa sull’Alto de Les Praeres, ma sta correndo decisamente in maniera più accorta rispetto al Giro. Si vede lontano un miglio che vorrebbe scattare, divorarsi i tornanti, ma tiene le mani sui freni. Evidente che cerca di centellinare le energie il più possibile perché non ha alcuna intenzione di rivivere la brutta esperienza occorsagli a maggio.

Anche se bisogna sottolineare che una parte di questo inedito atteggiamento di Yates è sì dovuto alla paura di saltare, ma anche e soprattutto causa degli avversari. L’inglese deve fronteggiare corridori come i colombiani López e Quintana e duri a morire – ciclisticamente parlando – come lo spagnolo Valverde e il francese Pinot, vincitore ieri sui Lagos de Covadonga – che lo seguono a stretto giro di posta in classifica. E deve fronteggiare soprattutto le loro tattiche di gara che lo portano anche a rinunciare al classico aplomb tipico dei sudditi di Sua Maestà Britannica, come ieri quando ha mandato platealmente a quel paese Quintana reo di correre troppo a ruota.

Dalle esperienze ognuno di noi migliora sempre. Quello che spera anche Simon Yates, in questa ultima settimana della Vuelta.

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.