Una Salernitana “double face”, un Rezzato eccessivamente punito

Il fascino della Coppa Italia è essenzialmente dato dal fatto che si possono incontrare tra di loro formazioni distanti calcisticamente in quanto militanti in categorie differenti. E così accade che ieri sera, per il 2/o turno della manifestazione tricolore 2018/2019, il Rezzato, compagine di Serie D espressione di un paese di 13500 anime collocato nell’entroterra bresciano, sia stata di scena  all’«Arechi» di Salerno contro la più blasonata Salernitana, formazione di Serie B. E la formazione di mister Massimo Gardano non ha sfigurato nei confronti della più accreditata avversaria, anzi. Nonostante il punteggio di 6-1 in favore dei granata possa far sembrare il contrario. Composta da un mix giusto tra giovani ed elementi che hanno già scritto pagine importanti in categorie superiori come Bruno, Caridi, Geroni, Sodinha e Sottovia, la squadra lombarda ha creato non pochi grattacapi ai granata (sebbene ieri sera in tenuta bianca) di Stefano Colantuono.

In completa tenuta arancione, i lombardi per la prima ora di gioco non hanno fatto per nulla vedere le due categorie di differenza. Soprattutto nel primo quarto d’ora della ripresa quando hanno schiacciato la Salernitana, impegnando l’esordiente in granata Alessandro Micai per due volte con Sottovia e poi trovando pure la rete del momentaneo pari con l’intramontabile bomber Salvatore Bruno, 39 anni e non sentirli minimamente. Poi, una volta subito il ritorno prepotente della Salernitana, il Rezzato ha subito una goleada da ritenersi ingiusta per quanto visto nella prima ora di gioco. Una formazione che comunque in questo campionato di D potrà togliersi molte soddisfazioni.

In casa Salernitana, la compagine guidata dal tecnico ex Atalanta e Torino ha dimostrato per i primi 60 minuti di gioco un piccolo passo indietro rispetto all’amichevole con la Reggina sul punto di vista della manovra. Sia Casasola che Di Roberto, gli esterni del 3-5-2 della Salernitana, sono stati bloccati dai rispettivi avversari Boldini e Boschetti e così il gioco della Bersagliera si è dovuto per forza di cose sviluppare su vie centrali. Ma Palombo, regista designato da Colantuono, è incappato in una serata non proprio positivissima. Il gol del vantaggio della Salernitana è emblematico di come l’intero reparto mediano granata non si sia espresso al meglio. Lancio lungo di Vitale e guizzo di Bocalon che si conferma a suo agio quando gioca in Coppa Italia. Un’impressione dimostrata dall’amnesia difensiva (Vitale principale colpevole) che ha portato al momentaneo gol del pari siglato da Bruno. La squadra campana ha però avuto il merito della reazione d’orgoglio. 60 secondi dopo si è portata subita in vantaggio con una zuccata di Vuletich, ancora in gol dopo la marcatura realizzata con la Reggina. L’argentino comincia a diventare una piacevolissima sorpresa di questa Salernitana. E al 63’ il bomber di Coppa Bocalon (quattro reti in tre presenze con la Salernitana nel torneo tricolore) ha chiuso i giochi. In entrambi i gol, protagonista Tiago Casasola che, dopo essersi preso una pausa nei primi 45 minuti, è tornato a macinare la fascia destra del campo. Poi solo accademia con Volpicelli, Odjer e Castiglia che hanno ulteriormente arrotondato il punteggio. Insomma, una Salernitana dai due volti. Titubante nella prima ora, devastante nella seconda. Ma siamo a inizio agosto e questo duplice comportamento è assolutamente accettabile.

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.