La Lokomotiv non segna più

I campioni di Russia hanno realizzato soltanto una rete nelle ultime otto partite disputate. Un dato eloquente che sottolinea la necessità di nuovi acquisti in attacco.

Un gol in settecentocinquanta minuti. Statistica da brividi per una provinciale, figurarsi per una squadra che ha vinto il campionato russo e punta a consacrarsi anche a livello europeo. Una segnatura di per sè storica, quella firmata da Eder nel finale della partita con lo Zenit lo scorso cinque maggio: il portoghese, fino a quel momento corpo estraneo della rosa di Yuri Semin, riuscì a ripetersi due anni dopo l’Europeo francese, sbrogliando una situazione di favore che la Lokomotiv sembrava non potesse più chiudere. Il titolo, meritatissimo, alla fine è arrivato, ma la risoluzione del problema offensivo non può essere procrastinata, visti i numerosi campanelli d’allarme suonati nelle ultime uscite. Il mercato ha portato rinforzi di prim’ordine. In difesa la dirigenza ha deciso di scommettere su Benedikt Howedes, la cui caratura non si discute nonostante gli annosi infortuni, mentre a centrocampo è arrivato dal Paris Saint Germain un mediano di livello come il polacco Grzegorz Krychowiak. Ma la retroguardia, dal canto suo, ha sempre funzionato ed è stata il punto di forza della vittoria del campionato: basti pensare che nelle otto sopracitate partite, nelle quali la Lokomotiv ha realizzato appunto soltanto una rete, i ferrovieri ne hanno perse soltanto tre, di cui una ininfluente a Tula e un’altra, in Supercoppa, ai supplementari. Per fare il conclamato salto di qualità, dunque, occorre mettere mano all’attacco. Il riscatto di Eder, più per riconoscenza che per impatto sul campo, è un tassello inadeguato per arginare la falla. Jefferson Farfan, autore di una stagione sensazionale, difficilmente si confermerà su quei livelli stratosferici (a novembre ha segnato addirittura in quattro continenti diversi), per questioni anagrafiche e di continuità, dopo che la sua carriera sembrava finita negli Emirati Arabi Uniti. Dopo di lui, il vuoto. Rifat Zhemaletdinov, non è un centravanti, Igor Portnyagin sì, ma per una categoria inferiore. Il prestito di Ari è scaduto e i centrocampisti offensivi come i fratelli Miranchuk stentano. Sprecare un buon potenziale complessivo per colpa dell’assenza di un terminale d’attacco adeguato sarebbe deleterio. Alcune fonti riportano di un accordo preliminare con Embolo, che può andare a rinforzare la rosa, ma non risolverebbe i problemi. La Lokomotiv ha bisogno di un calciatore che gli assicuri almeno dieci gol in una stagione: su chi puntare? Data la delicatezza e l’attualità della questione, eventuali scommesse sarebbero ancor più azzardate di quanto già non lo siano per natura. A conti fatti, il profilo forse più giusto sarebbe quello di Fedor Smolov.

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Grande appassionato di calcio russo, tifoso dello Zenit San Pietroburgo. Estimatore del calcio giocato nei luoghi meno nobili e più nascosti, preferirebbe vedere un Torpedo-Alaniya rispetto a uno Juventus-Milan.