Tour de France 2018, due doppiette e una…settimana

Trentatré. Sono i giorni che solitamente intercorrono tra la fine del Giro d’Italia e l’inizio del Tour de France. Questo da una ventina di anni a questa parte. Tranne alcune eccezioni. 1998, l’evento dell’estate francese non è , per una volta, la Grande Boucle ma il Mondiale di calcio ospitato proprio Oltralpe. E, proprio perché si disputa questa grande manifestazione (vinta propria dalla Francia) il Tour viene posticipato di una settimana e i giorni di attesa dalla fine del Giro sono 40, una settimana in più del solito. E a imporsi è Marco Pantani, con il Pirata che si porta a casa Maglia Gialla e Maglia Rosa nello stesso anno.

2018. Per evitare una forte sovrapposizione col Mondiale di calcio in Russia, anche questa volta il Tour decide di posticipare la sua partenza di una settimana. I giorni che intercorrono tra la fine del Giro e l’inizio della corsa francese tornano a essere 40 e non 33. Sarà un caso oppure no, ma venti anni dopo…no, non c’è stata doppietta relativa al primo posto, dato che a imporsi a Parigi è stato Thomas ma non Froome. Eppure due significative doppiette vi sono state. In primis, dopo 24 anni due corridori tornano a salire sul podio nello stesso anno sia al Giro che al Tour: Tom Dumoulin e Chris Froome. I due succedono, in questo speciale elenco, a un’altra coppia mica male: Miguel Indurain e Marco Pantani che nel 1994 si piazzarono rispettivamente terzo e secondo al Giro e primo e terzo al Tour. In secundis, dopo 20 anni dal magico successo del Pirata, per la prima volta il nome del migliore italiano alla Corsa Rosa e alla Grande Boucle nello stesso anno è identico: Domenico Pozzovivo. Dopo l’ottimo quinto posto al Giro, il lucano in Francia doveva fungere da gregario di lusso per Vincenzo Nibali. Poi sull’Alpe d’Huez al siciliano è accaduto quello che tutti sappiamo, e allora Pozzovivo si è dovuto re-inventare il Tour. E se lo è re-inventato con due buonissime top 10 in un paio di tappe e un onorevolissimo 18/o posto finale. Certo, è mancata un po’ di cattiveria agonistica, ma non si può pretendere di più da un atleta che è prossimo alle 36 primavere e che deve preservare energie preziose in ottica Mondiale di Innsbruck.

Una settimana in più, due doppiette a questo Tour de France 2018. In attesa della doppietta che conta sul serio, cominciamo a mettere fieno in cascina. La teoria che non è possibile essere competitivi nello stesso anno sia al Giro che al Tour inizia a subire alcuni colpi importanti.

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.