Tour de France 2018 – La scelta più vincente? Non fare alcuna scelta

Quanti interrogativi nella storia dell’umanità si sono rivelati alla fine superflui? Tanti, tantissimi, impossibile contarli tutti. E a questo insieme dall’ampia cardinalità, vi sono aggiunti altri due elementi: la domanda di apertura di questo pezzo e il dilemma sul capitano della Sky al Tour de France 2018.

Dopo le Alpi c’eravamo lasciati con Geraint Thomas vincitore di due frazioni e in Maglia Gialla, ma con l’ingombrante compagno di squadra Chris Froome a poco più di 90 secondi. E tutti a chiedere quando e dove il gallese avrebbe ceduto il simbolo del primato al quattro volte trionfatore della Grande Boucle oppure quando la Sky avrebbe decretato l’investitura di mister G. (questo il soprannome di Thomas nel plotone). Invece, già nello strappo del Col de la Croix Neuve che sabato ha portato i corridori al traguardo di Mende, si è potuto notare come Thomas e Froome abbiano corso liberamente, senza alcuna gerarchia di sorta. Un’avvisaglia che si è confermata ieri, sulla durissima salita del Col de Portet. Froome è stato il primo a mettere il muso fuori dal gruppo dei migliori, sfruttando l’invito offertogli su un piatto d’argento da Primož Roglič. Ma quando Dumoulin ha accelerato, Thomas non si è fatto pregare nel prendergli la ruota e di saltarlo nel finale, incurante del fatto che Froome fosse in difficoltà. Il gallese così facendo ha guadagnato 50″ sul connazionale, scavando un solco in classifica di 2’31” difficilmente colmabili. Ma che comunque dovrebbero consentirgli di centrare il podio.

La Sky quindi ha tutte le carte in regola per ripetere quanto già accaduto nel 2012 al Tour de France con Wiggins davanti a Froome. In quell’occasione, la scelta ci fu: “Wiggo” capitano e Chris a mordere il freno. Qui invece il team manager Dave Braisford, da novello Ponzio Pilato, si è lavato le mani, decidendo di non scegliere. Cambia la strategia di calcolo, non cambia (o almeno non dovrebbe cambiare) il risultato. Per la serie, quando la scelta vincente è quella di non compiere alcuna scelta.

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.