RPL 2018/2019: l’Ural Ekaterinenburg

Il massimo campionato russo è ormai alle porte e Mondosportivo vi porta alla scoperta di ciascuna delle sue partecipanti. Oggi tocca all’Ural.

UNA REALTA’ CONSOLIDATA – Dopo oltre una decina d’anni di purgatorio l’Ural è tornato nel calcio che conta nell’estate del 2013, dominando la FNL. La crescita del club è stata graduale ma costante, basti pensare che in tutte queste stagioni la salvezza è arrivata sempre con relativo anticipo, eccezion fatta per l’intricato spareggio col Tom Tomsk di tre anni fa, deciso soltanto da una rete in 180 minuti.Per una città come Ekaterinenburg, la quarta più popolosa del paese, un posto nella massima serie sembra il minimo ma l’Ural se lo sta decisamente meritando, con risultati più che discreti anche in coppa di Russia, come testimonia la finale persa con la Lokomotiv nella penultima edizione. E poi tanti risultati importanti contro le big, che possono far alzare l’asticella verso una qualificazione in Europa che nella scorsa primavera sembrava potesse essere alla portata.

LA DIFESA: VOTO 6 – Il pacchetto arretrato degli arancioneri, pur essendo quadrato e abbastanza affidabile, non eccelle. Il portiere titolare dovrebbe essere l’esperto Yaroslav Godzyur, ex Terek, non una saracinesca. A coadiuvarlo ci saranno gli storici Dantsev e Khozin, stantuffo instancabile noto per i suoi trascorsi a Vladikavkaz. Grande curiosità per l’acquisto di Sergej Bryzgalov, ex Spartak Mosca e ancora alla ricerca della definitiva maturazione. Completano il reparto lo sloveno Balazic e lo slovacco Dinga, giovane prospetto che ha già messo in mostra ottime cose nelle passate stagioni.

IL CENTROCAMPO: VOTO 6.5 – La linea mediana è ben assortita, anche se un nome risalta subito all’occhio, ed è quello del romeno Erik Bikfalvi. Volato in Russia con scalo a Tomsk, il centrocampista trentenne ha letteralmente trascinato l’Ural negli ultimi diciotto mesi. La sua media gol è altissima (uno ogni tre) considerando che non è un attaccante, ma il suo valore aggiunto si materializza soprattutto lontano dalla porta, quando riesce a disegnare geometrie perfette per i compagni. Ci si attende di più invece dal francese Bumal e da Georgy Chanturia, uno dei più grandi bluff del calcio georgiano. Pareva un predestinato, con l’ingresso nella cantera del Barcellona e l’esordio tra i professionisti col Vitesse, invece la sua carriera si sta trascinando verso una fine indecente. E’ ancora in tempo per svoltare. Ha avuto un impatto ottimo invece l’olandese Otman El Kabir, arrivato in inverno, mentre Artem Fidler e Nikolay Dimitrov rappresentano l’inossidabile vecchia guardia.

L’ATTACCO: VOTO 5 – Analizzare il reparto offensivo dell’Ural è abbastanza complicato, visto che tra gli attaccanti, come recita lo stesso sito ufficiale, c’è soltanto Vladimir Il’yn, peraltro vicino al passaggio alla Lokomotiv Mosca. Impensabile impostare una stagione senza alcun centravanti: a tal proposito risulta un po’ incomprensibile la scelta di non prelevare alcun giocatore del vicino e defunto Amkar Perm, strategia di mercato attuata invece dall’Enisey.

LA STELLA: ERIK BIKFALVI – L’uomo in più dell’Ural è sicuramente il centrocampista romeno. Un trascinatore, che si è adattato in maniera encomiabile a un campionato di livello superiore rispetto alle sue precedenti apparizioni, in Ucraina, dove è stato capocannoniere, e in patria. Sa sempre cosa fare col pallone tra i piedi, una spina nel fianco per la difesa avversaria: molto del destino degli arancioneri nel torneo dipenderà dal suo rendimento.

L’ALLENATORE: DMITRIJ PARFENOV – Dopo una buona carriera da calciatore, Parfenov ha bruciato le tappe come guida tecnica, lanciandosi al grande pubblico con uno splendido trienno al Tosno, col quale si è lasciato a inizio anno in modo tutt’ora inspiegabile. Ne ha beneficiato l’Ural, che si è preso uno specialista di tutto rispetto per dare continuità al lavoro di Tarkhanov.

IL MERCATO – Fino ad ora il presidente Ivanov non ha stravolto la rosa. Di seguito le operazioni in entrata e in uscita.

Acquisti: Aleksandr Stavpets (a, Tyumen’, fp), Sergey Bryzgalov (d, Anzhi), Artem Yusupov (a, Ural 2), Sergey Serchenkov (c, Alashkert, fp), Denis Fomin (d, Tekstilschik, fp), Aleksandr Lomakin (d, Enisey, fp), Dmitri Arapov (p, Volgar, fp), Dmitri Korobov (c, Avangard, fp).

Cessioni: Aleksandr Stavpets (a, Tom’ Tomsk), Dmitri Korobov (c, Avangard), Denis Fomin (d, Tekstilshchik), Dmitri Arapov (p, Chajka), Radovan Pankov (d, Radnicki Nis), Sergey Serchenkov (c, Urozhaj), Edgar Manucharyan (c, svincolato), Aleksandr Lomakin (d, Fakel Voronezh), Nikita Chernov (d, CSKA Mosca, fp), Igor Portnyagin (a, Lokomotiv Mosca, fp).

FORMAZIONE TIPO – L’idea di partenza dell’Ural dovrebbe essere quella di utilizzare una linea mediana molto folta, per garantire maggiore quadratura e solidità.

 

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Grande appassionato di calcio russo, tifoso dello Zenit San Pietroburgo. Estimatore del calcio giocato nei luoghi meno nobili e più nascosti, preferirebbe vedere un Torpedo-Alaniya rispetto a uno Juventus-Milan.