Tour de France 2018, il semaforo colombiano

L’inizio di questo Tour de France 2018, come sempre accade in ogni edizione della Grande Boucle, è stato ricco di episodi da sottolineare. Alcuni di essi riguardano tre corridori di un Paese che ha sempre regalato ottimi atleti al mondo del ciclismo: la Colombia. E possono essere riassunti in una sorta di semaforo tutto colombiano.

SEMAFORO VERDE, Fernando Gaviria: tre volate, due vittorie e una scivolata all’ultima curva nella 2/a tappa che gli ha impedito, per ora, di fare tris. Attualmente è di gran lunga il velocista più forte, quindi il suo semaforo è verde pieno. Come il colore di quella maglia destinata al vincitore della classifica a punti che sulla carta sembra destinato a Peter Sagan. Lo slovacco di Zilina, in cuor suo, ha già capito che invece dovrà sudarsi il suo ennesimo sigillo in questa speciale graduatoria.

SEMAFORO GIALLO, Rigoberto Uran: intendiamoci, non certo perché ha deluso, anzi. Si tratta di un corridore, tra i big della classifica, che meglio si è comportato nella cronosquadre di Cholet perdendo una trentina di secondi dalla BMC con la sua Education First – Drapac. Ma, nonostante questo, nonostante una buonissima condizione dimostrata al Giro d’Occitania (ex Route du Sud) e, soprattutto, il secondo posto dello scorso anno, è ancora considerato un outsider. Uran lascia fare, lascia parlare. Per poi sperare di vestirsi del colore a lui dedicato in questo pezzo.

SEMAFORO ROSSO, Nairo Quintana: già la zavorra di avere in squadra due clienti scomodi come Valverde e Landa. Poi l’1’15” pagato nella 1/a tappa a causa di una foratura e il distacco nella cronosquadre che lo pongono a 2′ di ritardo in classifica. Con tre frazioni nervose come quelle di Quimper, Mur de Bretagne e – soprattutto – Roubaix dove potrebbe pagare ancora un po’ di dazio. Insomma, potrebbe giungere ai piedi delle Alpi già con un ritardo considerevole. Se accadesse, il semaforo verso la Maglia Gialla di Parigi volgerebbe inevitabilmente al rosso pieno.

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.