Giro d’Italia 2018 – Elia Viviani fa poker di vittorie a Iseo. Da domani trittico di salite finali

E sono quattro. Elia Viviani si aggiudica in volata la 17/a tappa del Giro d’Italia, da Riva del Garda a Iseo, consolidando il suo primato nella classifica a punti, quella della maglia ciclamino.

Il leone è tornato a ruggire. Un poker d’assi per il nostro velocista Elia Viviani: Tel Aviv, Eilat, Nervesa della Battaglia e ora Iseo. Solo la tappa di Imola e le condizioni meteo avverse lo avevano ostacolato, interrompendo la sua continuità, ma oggi, contro la stessa pioggia, il ciclista veneto ha sbaragliato completamente la concorrenza grazie soprattutto all’ottimo supporto della squadra e a un finale potente, irraggiungibile per gli stessi avversari, Sam Bennett incluso. Questo Giro d’Italia ha confermato la crescita e la maturità di Viviani e vien voglia di vederlo confrontarsi con ruote veloci di un certo calibro, come quelle che saranno protagoniste al Tour tra qualche mese. Un miglioramento confermato dallo stesso Viviani, che in conferenza stampa ha ringraziato la Quick-Step: “La mia decima vittoria della stagione e la quarta al Giro d’Italia confermano il livello raggiunto da quando sono entrato in Quick-Step. Ho dubitato di me solo ad Imola, dove ho avuto una brutta giornata, ma sono venuto qui con una squadra molto ben preparata, completamente costruita per farmi vincere tappe. Nel finale il mio treno ha funzionato. Oggi Fabio Sabatini ha fatto la differenza per la mia volata”.

Per i velocisti l’appuntamento è per domenica con la grande chiusura a Roma. Prima però c’è tutto un discorso classifica e piazzamenti da risolvere. Prato Nevoso, Bardonecchia e Cervinia, un trittico di salite a partire da domani per risolvere la contesa tra il britannico Yates e il campione in carica Dumoulin. L’attuale maglia rosa ha il favore del pronostico dopo l’ottima difesa a cronometro, ma l’olandese può ancora sperare su un doppio fattore “s” composto da sorpresa e stanchezza. C’è interesse anche per la battaglia per il terzo posto dove Domenico Pozzovivo dovrà cercare di tenersi alle spalle Froome, grande incognita, e il francese Pinot, che appare alla portata dell’italiano. E poi ci sono i giovani sudamericani terribili Lopez e Caraban distaccati da mezzo minuto nella classifica di miglior giovane. Tanta carne al fuoco per una tre giorni che promette spettacolo.

Foto di copertina credit: LaPresse – D’Alberto / Ferrari / Paolone / Alpozzi

Condividi
Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.