Giro d’Italia 2018 – Le 5 vocali dopo il fine settimana friulano

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Il Giro d’Italia 2018 ha vissuto il suo terzo fine settimana, quello degli arrivi in salita sullo Zoncolan e a Sappada. Un terzo fine settimana che ha scritto pagine importanti e – forse – decisive della 101/a edizione della Corsa Rosa. Pagine che proviamo a riassumere in 5 parole, ciascuna iniziante per una vocale.

A come Aru – Nel 1987, al Giro d’Italia e sempre a Sappada, Roberto Visentini, attaccato dal compagno di squadra Stephen Roche, andò in crisi di nervi e si staccò, terminando praticamente in quell’occasione la sua carriera da corridore per Grandi Giri. Ecco, 31 anni non vorremmo assolutamente che la storia si ripeta. Fabio Aru ha evidentemente sbagliato la preparazione a questo Giro d’Italia, magari correndo poco prima della Corsa Rosa. Ma non è certo diventato brocco di un colpo. E tornerà a farci sognARU, eccome se tornerà.

E come Emozioni – Lo stadio naturale dello Zoncolan, le salite del Friuli gremite di gente. Niente da fare, il popolo del ciclismo non tradisce mai e quando la strada inizia a salire è sempre lì, pronto a incitare tutti dal primo all’ultimo. Perché chi in bicicletta affronta pendenze a due cifre non perde mai e va sostenuto. Sempre.

I come Imprese – Chris Froome che riesce a dare un senso alla sua partecipazione al Giro lasciando un segno sul prestigioso arrivo sullo Zoncolan, Simon Yates che in Maglia Rosa ne vince tre. Dopo Campo Imperatore, Osimo e ieri Sappada, scattando senza paura sul Costalissoio a 10 km dal traguardo. Non mostra un segno di cedimento. E se non cede, il discorso per la vittoria del Giro è chiuso.

O come Occasione – Quella della vita, che è nelle gambe di Domenico Pozzovivo. Il lucano, a 35 anni e mezzo, potrebbe strappare un podio che sarebbe un premio alla sua carriera. Ma deve vedersela con Pinot e due giovani sudamericani tutto pepe come Carapaz e López. Ma tutta l’Italbici – e ora più che mai dopo che Aru è uscito fuori di classifica – è con lui.

U come Ultima settimana – I Grandi Giri sono tali anche perché devi essere abile a mantenere la condizione per tre settimane di corsa. E non tutti ci riescono. L’ultima settimana è quella dove più che le caratteristiche tecniche a far le differenza sono le energie rimaste nel serbatoio. Colle delle Finestre, Jafferau, Prato Nevoso e Cervinia saranno decisive in tal senso.

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.