Il Napoli manda il Crotone in B! Milik-Callejón, 2-1 azzurro. Reina e Maggio ai saluti

dal nostro inviato al San Paolo

Il Napoli archivia la stagione e saluta il proprio pubblico nel migliore dei modi, con una vittoria netta che stabilisce il record di punti in Serie A. Il Crotone, mai in partita, non replica il miracolo dello scorso anno e retrocede mestamente in Serie B all’ultima giornata, lasciando di nuovo la Calabria orfana di squadre nel massimo campionato.

Foto: Roberto Tortora / MondoSportivo.it

L’impressione è che gli squali siano arrivati a fine campionato con la spia della riserva accesa nel motore e impossibilitati ad accelerare, per la rottura di quel cambio di marcia che poteva voler dire salvezza. L’aperitivo al peperoncino è apparecchiato per le 18, le olive sui cocktail le mettono Milik, che fa rimpiangere ai tifosi numerosi presenti sugli spalti un suo maggior impiego a suon di gol nel corso della stagione, al netto degli infortuni, e lo spagnolo Callejón, che ha energie sempre inesauribili. Se loro sono stati le braccia armate, i marcatori del match, la mente che li ha innescati agisce sul piede destro vellutato di Insigne, autore dei due assist vincenti. Troppo spesso criticato quest’anno per mancanza di prolificità sotto porta, ha però dimostrato di avere un feeling particolare con l’ultimo passaggio. Il vero vincitore oggi, però, è stato sicuramente il pubblico, che ha riempito il San Paolo, nonostante uno scudetto sfumato in modo amaro e un clima domenicale da spiaggia e cocktail, più che da rettangolo verde. Ha applaudito e cantato senza sosta la squadra, sin dal pre-partita, con la premiazione per le 150 presenze di Jorginho e, soprattutto, le 500 di capitan Hamšik con la casacca azzurra. Lo slovacco avrebbe voluto celebrarle con il tricolore, ma il calore enorme della sua gente è parso molto di più di un premio di consolazione. Quando entra al 75’ al posto di Insigne è assoluta standing ovation. La partita, in sé, è durata solo un tempo, i secondi 45’ sono stati solo un lungo outro di una canzone rock anni ‘80, rinfrescati da un’aria finalmente non più abbrustolita dal sole all’imbrunire. Ai saluti Reina, alza gli occhi al cielo quando il clean-sheet all’ultima performance, praticamente da spettatore aggiunto, svanisce sull’acuto in zona Cesarini di Tumminello, un gol tanto inutile per il Crotone tanto crudele per la chiosa del romanzo napoletano di mister Pepe. Lascerà l’assolata Napoli per la nebbiosa Milano rossonera. All’ultima, chissà, Sarri, cui il pubblico chiede a gran voce di restare, ma si vedrà in base ai progetti di De Laurentiis e ai corteggiamenti di Chelsea e, soprattutto Zenit. All’ultima Jorginho? Il City lo brama, ma per meno di 70 milioni non verrà fatto partire. Il Napoli 2017/2018 verrà ricordato negli almanacchi come un’opera d’arte incompiuta, un quadro impressionista a cui è mancato il tocco di colore, un intenso pomeriggio di passione, privato del miracolo del concepimento: quel terzo scudetto, figlio di tutti i napoletani, di una città intera con il pancione e destinato, per ora, a restare ancora avvolto nella placenta.

NAPOLI – CROTONE 2-1

MARCATORI: 23′ Milik (N), 32′ Callejón (N), 91′ Tumminello (C)

Napoli (4-3-3): Reina 6.5; Hysaj 6, Albiol 6, Koulibaly 6.5, Mário Rui 6; Allan 6 (77′ Rog 6), Jorginho 6.5, Zieliński 6.5; Callejón 7, Milik 7 (68′ Mertens 6), Insigne 7 (75′ Hamšík 7). A disp.: Rafael, Sepe, Maggio, Milić, Machach, Ghoulam, Diawara, Tonelli. All.: Sarri 6.5.

Crotone (4-3-3)Cordaz 6; Faraoni 5.5, Ceccherini 5.5, Capuano 5.5, Martella 6; Rohdén 5 (46′ Stoian 5.5), Barberis 5.5, Mandragora 5.5; Trotta 5 (64′ Tumminello 6), Simy 5, Nalini 5 (58′ Ricci 5). A disp.: Festa, Izco, Diaby, Pavlović, Zanellato, Sampirisi, Simić, Crociata, Ajeti. All.: Zenga 5.5.

Arbitro: sig. Banti di Livorno.

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Laureato in Scienze della Comunicazione, a Salerno. Master in Giornalismo IULM, a Milano; Giornalista professionista.