FA Cup, Hazard regala la coppa a Conte: il Chelsea trionfa a Wembley, United ko

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Era stata la coppa “maledetta” della scorsa stagione per Antonio Conte, quella strappata proprio sul più bello dagli acerrimi nemici dell’Arsenal, che avevano rovinato il sogno del Chelsea di chiudere la stagione con il “double” vincendo 2-1 con le reti di Sánchez e Ramsey: Premier League più FA Cup. Quest’anno, invece, forse nell’ultima gara con l’italiano in panchina, il tanto atteso momento di gloria dei Blues è arrivato e nella meravigliosa cornice di Wembley i londinesi sono riusciti a conquistare la prestigiosa coppa nazionale in una finale di grande livello contro il Manchester United: è bastato un calcio di rigore conquistato e trasformato da Hazard al 22′ del primo tempo per riuscire a rompere l’equilibrio in campo e stendere così Mourinho, che stavolta si ritrova costretto a chiudere la stagione con zero titoli.

Le motivazioni, da una parte e dall’altra, sono tante: dopo una stagione molto deludente per il Chelsea, arrivato addirittura quinto e fuori dalla Champions League del prossimo anno, e di scarse soddisfazioni per il Manchester United (arrivato secondo, ma -19 dal Manchester City capolista e con un’eliminazione in Champions League agli ottavi per mano del Siviglia), la FA Cup è diventata improvvisamente l’ultima spiaggia per entrambe le squadre. L’ultima possibilità, insomma, per finire al meglio ed evitare di chiudere la stagione con “zeru tituli”. In campo la tensione si sente eccome e per i primi 20′ la gara resta in totale equilibrio, fatto salvo per un intervento di de Gea sul primo palo sul tiro di Hazard. Ma, al 22′, arriva l’episodio che cambia (e che poi deciderà) la gara: Hazard taglia in due la difesa ospite con un gran movimento e, davanti a de Gea, viene steso in scivolata da Jones, conquistando un calcio di rigore. E, dagli undici metri, proprio il belga resta freddo, spiazzando il portiere e regalando il vantaggio ai suoi. Da quel momento, i londinesi si chiudono ancora di più e i Red Devils fanno poco per meritarsi il pareggio: Pogba non va lontano dal palo con il suo tiro dalla distanza, mentre Jones mette a lato schiacciando di testa.

Nella ripresa, lo schema della gara non cambia, con lo United che continua a fare possesso palla in attesa di trovare qualche spazio tra le maglie difensive di un Chelsea molto basso di baricentro: l’occasione migliore capita a Rashford, che fa esplodere contro Courtois il suo tiro. In realtà, sono i Blues a sfiorare più tardi il raddoppio, divorandosi la grande opportunità per chiudere i conti: Kanté si inserisce alla perfezione e serve sulla sinistra Alonso, ma lo spagnolo, a tu per tu con de Gea, calcia debolmente tra le mani del portiere. Mourinho capisce di dover rischiare e nel finale i suoi creano una serie di occasioni molto interessanti, mettendo più volte i brividi alla difesa avversaria: Courtois salva prima con la spalla poi con il braccio rispettivamente il colpo a botta sicura di Rashford e la botta dalla distanza dell’ex Matić. Ma le speranze di pareggio dei Red Devils subiscono un grave colpo a 5′ dalla fine, quando Pogba si divora un ghiotta occasione: servito da calcio d’angolo, il francese si ritrova tutto solo in mezzo all’area di rigore, ma di testa riesce solo a mettere a lato. Dopo l’ultimo disperato assalto dello United, arriva il triplice fischio di Oliver: Conte saluta probabilmente i Blues a testa alta, conquistando la coppa mancata lo scorso anno. E lasciando a mani vuote e con l’amaro in bocca Mourinho.

CHELSEA-MANCHESTER UNITED  1-0  (1-0)

Chelsea (3-5-2): Courtois; Azpilicueta, Cahill, Rüdiger; Moses, Fòàbregas, Kanté, Bakayoko, Alonso; Hazard, Giroud (89′ Morata). A disp.: Caballero; Chalobah, Zappacosta, Barkley, Willian, Pedro. All.: Conte
Manchester United (4-3-3): De Gea; Valencia, Smalling, Jones (87′ Mata), Young; Herrera, Matić, Pogba; Lingard (73′ Martial), Rashford (73′ Lukaku), Sánchez. A disp.: Romero; Bailly, Darmian, McTominay. All.: Mourinho
Arbitro: Oliver
Marcatori: 22′ Rig. Hazard
Note-Ammoniti: Jones, Valencia (M)

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Nato a Monza nel '95, ha tre grandi passioni: Mark Knopfler, la letteratura e il calcio inglese. Sogna di diventare giornalista d'inchiesta, andando a studiare il complesso rapporto tra calcio e politica.