Allsvenskan: primo bilancio e prime sorprese, in testa e in coda

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Dopo le prime cinque giornate dell’Allsvenskan, possiamo fare un piccolo bilancio, ovviamente più che provvisorio: diciamo che ci limiteremo a parlere di ciò che abbiamo visto, avventurandoci magari, in qualche piccola previsione sul futuro prossimo.

La sorpresa che non ci aspettavamo è, ovviamente, l’Hammarby capolista. 13 punti e, soprattutto, la bellezza di 13 gol segnati e 5 subiti (dei quali 2 nell’ultima partita pareggiata contro l’Häcken). In Svezia si segna tanto, come sappiamo. Tuttavia, i secondi attacchi migliori (AIK, Malmö e Norrköping) sono andati a rete “solo” in 8 occasioni. I Bajen, tra l’altro, vanno a bersaglio spessissimo in contropiede, oltre a esseri abili a saper sfruttare le palle ferme.

Schierati dal tecnico Billborn con un 4-3-3 moderno e dinamico (a queste latitudini si usa ancora molto il 4-4-2), hanno trovato in Hamad, normalmente schierato sulla destra, un cecchino implacabile (5 centri in 5 partite). Tuttavia, anche Dibba si è rivelato un insidioso contropiedista, veloce e forte nell’uno contro uno.

Le prossime partite, da qui alla pausa, saranno un buon termometro per capire dove possono arrivare i biancoverdi di Stoccolma. I Bajen (che hanno già incontrato e battuto Göteborg in trasferta e Norrköping alla Tele2Arena) sono attesi, prima di giugno, dai due derby (domenica con il Djurgården e alla 10/a giornata in casa contro l’AIK) e, alla 9/a, ospiteranno il Malmö. Vedremo dove li troveremo, a fine maggio.

I campioni in carica stanno invece andando a corrente alternata, forti coi deboli e deboli coi forti (un pareggio casalingo e una sconfitta secca in trasferta nei due scontri diretti, rispettivamente con AIK e Djurgården). C’è ovviamente molto tempo per recuperare e, in Allsvenskan, conta molto la regolarità. Quindi, è ovvio che gli Himmelsblått, in passato molto puntuali nei risultati, restano favoriti. Pesano, però, gli 8 gol subiti: ci vorrà un’inversione di tendenza, in tal senso, nelle prossime giornate.

Le altre due stoccolmesi, AIK e Djurgården, hanno avuto finora andamenti differenti: regolari gli Gnaget, con 11 lunghezze, secondi con 8 reti fatte e solo 2 subite, più altalenanti gli Järnakaminerna, indietro di 3 punti, capaci di battere il Malmö 3-0, ma sconfitti nel derby alla Friends Arena, e con qualche difficoltà di troppo in difesa (7 gol segnati e 5 subiti, solo 2 incontri senza subire gol).

Domenica, nel derby contro i Bajen, andranno alla ricerca di punti e convinzione. Logico che la partita non sarà decisiva: tuttavia, una sconfitta metterebbe i blucelesti nella situazione di avere la metà dei punti dei rivali, con inevitabili contraccolpi psicologici.

Il Norrköping, grazie anche a un calendario agevole, si trova nelle posizioni di testa. Da qui a maggio, i Peking dovranno, tra altre, andare a fare visita a Göteborg e AIK: avremo così modo di misurarne le effettive ambizioni. Per quanto riguarda i Blåvitt, si trovano nella parte destra della graduatoria: 3 sconfitte 2 vittorie, 6 gol fatti e, soprattutto, 7 subiti il loro bilancio sinora. Decisamente, un po’ poco per una squadra che, da diverse stagioni, stra frustrando le ambizioni dei propri sostenitori.

Per quanto riguarda le altre, bene Örebro e Häcken, entrambe e a ridosso delle prime classificate. Male, invece, Östersunds (che paga, probabilmente, lo spreco di energie, soprattutto mentali, per il turno di Europa League contro l’Arsenal), ed Elfsborg, entrambe in piena zona retrocessione. Servirà una secca inversione di tendenza per ritrovare le posizioni di classifica di competenza: l’ambiente, soprattutto a Borås, è elettrico.

In fondo alla graduatoria, come pronosticato, ci sono le tre neopromosse, sinora in buona compagnia, come scrivevamo più sopra. Il Sirius, sinora, non ha ripetuto la bella partenza della scorsa stagione, mentre Kalmar e Sundsvall hanno iniziato bene, e si trovano a metà classifica. In conclusione, un campionato sinora equilibrato e divertente. Ovviamente, ci auguriamo che resti tale sino al termine.

 

 

 

 

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.