Ciao Mondo, Cuore Viola. Il tributo della Curva Fiesole quest’oggi non poteva mancare nel ricordo di Emiliano Mondonico, icona di un calcio sincero e genuino. Un minuto di raccoglimento e di profondo silenzio verso un tifoso viola dichiarato a cui spettò l’onore di guidare la Fiorentina e portarla a “riveder le stelle“ dopo l‘inferno dantesco della C e il purgatorio della Serie B.

Si appresta a chiudersi così un marzo tristemente crudele che ha aggiunto un nuovo lutto dopo l’ormai celebre scomparsa di capitan Astori. L’altro lato della medaglia di questo periodo cupo invece è la serie di vittorie raccolte dalla squadra di mister Pioli: una rincorsa sempre più decisa e concreta verso quel traguardo chiamato Europa. Contro il Crotone è bastato un gol per tempo di Simeone e Federico Chiesa nonostante una gara poco entusiasmante e una formazione schierata in piena emergenza. L’assenza a centrocampo di Badelj, uno dei migliori nell’ultima trasferta contro il Torino, è stato il dazio da pagare alla sosta nazionali. Al suo posto ha giocato Cristoforo, ma Pioli ha dovuto rivedere pure l’assetto difensivo con Laurini titolare sulla destra, mentre a sinistra Olivera veniva chiamato in causa per l’assenza di Biraghi.

Una partita che si è messa subito in discesa grazie al gol in avvio di Simeone, rapace in area di rigore nel raccogliere la respinta e portare subito i toscani in vantaggio. La rete ha dato una direzione diversa al match da quella che ci si poteva aspettare alla vigilia. I viola, a gol acquisito, non hanno schiacciato l’avversario, al contrario hanno puntato su una gestione ponderata del risultato senza strafare e senza spendere energie in ottica prossima sfida con la Roma. Questa soluzione non ha reso la partita divertente e soprattutto il primo tempo è scivolato via in maniera confusa e con una buona dose di contrasti duri nella zona mediana del campo.

Sulla trequarti ancora spazio a Saponara, ormai quasi un titolare inamovibile. L’arma in più di questa fase finale del campionato anche se nel primo tempo un paio di gestioni in fase di contropiede sono da rivedere per qualità e tempistica nel passaggio finale. L’ex Empoli però ha saputo rifarsi nella ripresa perché lui è stato il fulcro della triangolazione con Chiesa che ha aggirato l’intera retroguardia calabrese lanciando il compagno di squadra verso la gioia personale.

Dalla parte opposta il Crotone ha provato a mantenersi in partita fin quando ha potuto, dando comunque l’impressione di poter giocare un brutto scherzo ai padroni di casa. Tolta la gran mole di lavoro creata sulle corsie esterne, il resto della fase offensiva calabrese non ha mai impensierito più del dovuto la porta di Sportiello, eccezion fatta per la clamorosa ripartenza nei minuti finali respinta in maniera provvidenziale dall‘estremo difensore gigliato. L’espulsione di Capuano ha giocato un ruolo decisivo sull’esito della partita. Con la superiorità numerica la Fiorentina ha capito di dover chiudere la partita e ha alzato il proprio baricentro prendendo le redini della gara fino al gol del 2-0 accennato in precedenza. Un ruolo importante lo ha giocato Dabo, entrato nella ripresa. Il suo approccio alla gara è stato utile per spezzare la manovra avversaria; non sullo stesso livello invece la qualità delle giocate e soprattutto la lettura del gioco nella trequarti avversaria.

Classifica alla mano la Fiorentina sale a quota 44 punti e resta incollato alla zona Europa League sperando nel primo passo falso delle avversarie. Il risultato della Spal invece non ha aiutato il progetto salvezza del Crotone, costretto a fare i conti con qualche squalifica di troppo nel prossimo turno di campionato.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.