Firenze vince e sogna ancora l’Europa. Il Torino deve fare i conti con la delusione dei propri tifosi

E ora sono tre. Sognare non costa nulla, il campionato è lungo e con la terza vittoria di fila la Fiorentina resta sempre alla rincorsa di un posto in Europa, passando per la porta secondaria dell’Europa League. I drammatici eventi che hanno colpito questo gruppo potevano far crollare mentalmente l’intera rosa, invece la risposta viola ha portato all’opposto risultato con sei punti in cascina. Successi utili ad alzare il morale mentre nello spogliatoio sembra capeggiare a questo punto la voglia di centrare l’obiettivo e di compiere un’impresa in nome del capitano Davide Astori.

Torino-Fiorentina, di norma la partita di un gemellaggio storico, stavolta è stata soprattutto la partita del VAR. Tre episodi registrati, due addirittura nei primi dodici minuti di gioco e tutti su azioni offensive gigliate. Per la moviola in campo è stata una settimana importante dopo l’ufficializzazione ai prossimi mondiali di calcio, per questo la gara dell’Olimpico di Torino potrebbe essere vista con largo interesse da tutti i tifosi sparsi nel pianeta per capire quale tipo di innovazione li attende nella lunga estate russa.

Parlando di calcio giocato, la Fiorentina ha sicuramente vinto ai punti anche se nel computo delle azioni totali si è visto veramente poco lungo l’arco di tutti i novanta minuti. Viola più spavaldi in avvio, partiti con lo spirito di chi vuole subito sbloccare l’incontro per sorprendere l’avversario. Saponara era stato oggetto di discussione, in tanti avevano giudicato l’ingaggio in maniera critica dell’ex Empoli valutando costo dell’operazione e minuti giocati in campionato. Il calciatore ha dato una sonora stoccata a queste voci e con le sue ultime prestazioni si sta guadagnando un posto nell’undici titolare di Pioli; un dato da non sottovalutare vista soprattutto la regressione di Théréau, ormai lontano da quello visto a inizio campionato.

Granata contratti e a tratti nervosi, influenzati probabilmente dal clima surreale che si è creato sull’impianto torinese: una lunga contestazione del pubblico di casa ormai in rottura con la dirigenza e con Cairo, ma anche con gli stessi giocatori apparsi svogliati. Ambiente decisamente inadatto per una squadra che ha quasi alzato bandiera bianca dopo il passo falso di oggi e rischia di attendere la fine della stagione in maniera passiva perché priva di obiettivi.

La prima frazione di gioco è scivolata via con un principale sussulto legato al rigore concesso per fallo di mano di De Silvestri e sbagliato da Veretout. Nella ripresa sono arrivati i gol: apre la Fiorentina in contropiede con Veretout che si fa perdonare l’errore precedente. Illude Belotti che, da vero talento, coglie sul tempo la retroguardia toscana e inventa un colpo al volo su cui nulla può Sportiello. La doccia fredda in pieno recupero: ancora un’azione in area granata, ancora il ricorso al VAR e poi la rete di Théréau per il 2-1 finale.

La Fiorentina si prende dunque i tre punti, ma al di là del risultato c’è un altro aspetto che necessita di grande attenzione in casa viola. La morte di Astori ha chiaramente obbligato tutti a spegnere quel vento di polemica ormai fisso nelle partite domenicali. Una sorta di patto di non belligeranza con il ritorno dei Della Valle all’Artemio Franchi (Anche se avremmo che questo evento fosse avvenuto in altre circostanze). La rottura tra la proprietà e il cuore della tifoseria potrebbe farsi da parte per lasciar spazio al bene della squadra della città? Una domanda a cui è difficile dare ora una risposta; di certo bisognerà monitorare con attenzione ciò che accadrà nei prossimi mesi perché è un’ipotesi da non scartare del tutto.

Condividi
Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.