Tutti pazzi per il Pazzo

268

Forse nemmeno il più scanzonato dei sognatori avrebbe immaginato un esordio così. Giampaolo Pazzini ha impiegato solo quindici minuti per diventare un idolo a Valencia, sponda Levante. Perché il Pazzo non solo è riuscito a pareggiare in extremis, ma lo ha fatto nella partita più difficile, contro il grande Real. Un nuovo passo falso per i blancos ma una vera goduria per i blaugrana, che necessitavano di un risultato positivo per rilanciare le loro ambizioni di salvezza. Il gol poi, oltre che importante, è di pregevole fattura. Da centravanti di spessore. Il taglio in area dell’ex Verona è perfetto, la difesa madridista un po’ meno. Il tiro piega le mani di Navas e si infila nell’angolo opposto, facendo scatenare la festa del popolo del Levante.

L’euforia, si sa, è contagiosa. E Pazzini, che ha già scaldato il cuore dei tifosi con la sua prodezza, è già un eroe. Tant’è che la società, sul suo profilo Twitter, ha pubblicato una sorta di “Pazzo Starter Pack”, un kit per riprodurre l’ormai celeberrima esultanza delle due dita (indice e medio) vicino agli occhi, messa in atto anche dopo il gol al Real Madrid.

D’altronde Pazzini non è il primo italiano idolatrato dalla tifoseria del Levante. Il primo a sbarcare a Valencia fu Damiano Tommasi, che vi restò due anni (dal 2006 al 2008) dopo la conclusione del suo decennio alla Roma. Poi fu la volta di un trio, nella stagione 2007/08: il portiere Storari, il difensore Cirillo e soprattutto il bomber Christian Riganò, che entro subito nelle grazie dei tifosi grazie alla pregevole tripletta contro l’Almería. Nel 2013 arrivò Robert Acquafresca, mentre due anni fa il prescelto fu Giuseppe Rossi, che nonostante le sei reti in diciassette partite, non poté evitare la retrocessione dei blaugrana.

Pazzini ha davanti a sé la possibilità di ripercorrere la strada tracciata dai suoi predecessori, addirittura di migliorarne il percorso. Un bomber di razza rimane tale anche quando invecchia e lui, che di anni ne ha quasi 34, può dare ancora molto al calcio. Peccato per il Verona, che non ne ha quasi mai sfruttato le potenzialità quest’anno. Ma buon per Pazzini, che in Spagna può ritrovare una seconda giovinezza.

Condividi
Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.