Serie C, Girone C – Promossi e rimandati

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Giunta la sosta, è tempo di bilanci di questa prima parte di stagione per il Girone C di Serie C, un raggruppamento, quello meridionale, che, in pratica, è stato dominato dal Lecce. Le inseguitrici, in particolare Catania e Trapani, hanno avuto più volte le occasioni per ridurre il solco, che comunque non è profondo, ma non sono state mai abbastanza mature per riuscirci. Analizziamo, allora, quelli che, secondo noi, sono i promossi e i rimandati di questa prima fase.

I PROMOSSI

  • Senza dubbio, in primis, scegliamo la capolista Lecce e i numeri parlano da soli: tredici vittorie, una sola sconfitta e molti successi di misura, come a sottolineare una certa maturità acquisita nei lunghi anni trascorsi in Serie C. Già domenica 14 riprenderà il cammino contro il Matera in Coppa Italia e la settimana dopo in campionato con il match clou contro il Catania. Insomma, chi ben ri-comincia è a metà dell’opera.
  • Il Catania al termine della scorsa stagione si piazzò undicesimo a 38 punti dal Foggia e partecipò mestamente ai playoff sol perché il Matera giunse in finale di Coppa. Quest’anno i rossazzurri si trovano a soli quattro punti, maledetti se consideriamo i vari treni persi nelle giornate di stop del Lecce. Eppure, nonostante certe critiche, a nostro avviso esagerate, Lucarelli è lì a giocarsela con uno tra i migliori reparti difensivi della Serie C e con un rendimento in trasferta da promozione diretta. Basta poco e la sconfitta contro la Casertana, con gli Etnei tartassati dagli infortuni, non può scalfire quanto di buono fatto. Ovviamente, la gara di Lecce sarà crocevia fondamentale.
  • Il Siracusa si conferma ai livelli dell’anno scorso con un tecnico giovane e dalle idee chiare, Paolo Bianco, all’esordio nel calcio professionistico. Gli Aretusei rappresentano una squadra solida composta da giovani e meno giovani con tanta determinazione e qualità. Il quarto posto e i tredici calciatori andati almeno una volta a segno dimostrano quanto di buono sia stato seminato dal club.
  • Il Rende, ripescato a due settimane dall’inizio del campionato, sta compiendo un piccolo miracolo sportivo sul quale quasi nessuno avrebbe scommesso. Se l’obiettivo era raggiungere la salvezza, l’attuale quinto posto e i 31 punti conquistati la dicono lunga sull’ottimo lavoro svolto dalla banda guidata da Trocini.

I RIMANDATI

  • L’Akragas, seppur tra mille difficoltà, molte di più della passata stagione, continua a lottare su ogni campo guidata da un condottiero mai domo come Raffaele Di Napoli. Società in crisi, possibili acquirenti che appaiono e scompaiono come fossero tanti “Houdini”, gare casalinghe giocate a Siracusa con nelle gambe tre ore di pullman, tre punti di penalizzazione che fanno salire a nove il distacco dalla sedicesima e, quindi, possibilità di giocarsi i playout sempre più a rischio. La domanda è: in quanti resteranno sulla barca che affonda?
  • La Reggina si è svegliata nell’ultimo turno di campionato con il successo sul Catanzaro dopo due mesi di “assenza” dai campi. Novembre e dicembre da dimenticare, dunque, con soli due punti racimolati in otto giornate.
  • Ci aspettavamo molto di più dalla Sicula Leonzio, una squadra costruita certamente con altre prospettive e capace di vincere su un campo difficile come quello di Catania. Poi, è stata risucchiata da un vortice di pessimi risultati sfociati nell’esonero di Pino Rigoli e interrotto dal neo tecnico Aimo Diana, il quale, almeno, è riuscito a conquistare quattro punti nelle ultime tre gare. L’unico alibi è quello di non avere praticamente mai giocato a Lentini.
  • Inevitabile continuare a pescare nella parte bassa della classifica. La Fidelis Andria ha deluso molto nonostante una buona rosa di giocatori ed è la squadra con più pareggi di tutta la Serie C. Eppure, nove dei dieci pari sono arrivati quando in panchina c’era ancora Loseto, reo comunque di non essere riuscito a vincere nemmeno una gara; il cambio dell’allenatore ha modificato un po’ il trend, ma la classifica non è migliorata più di tanto.
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