Russia 2018 – La Francia che ha tutto quello che serve

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È ancora profonda la ferita per una finale di un Europeo perso in casa propria, per una rete subita ai supplementari contro ogni pronostico, ma Deschamps, similmente a quanto fatto da Löw con la Germania, ha iniziato un progetto ambizioso che non dura un solo mandato biennale (velata critica a tinte azzurre) e questo sforzo per ora sta portando a dei risultati qualitativi e di crescita importanti: certo, mancano i trofei.

La rosa della Francia è fra le migliori al mondo, con una difesa che è molto migliorata dopo l’addio dei mostri sacri, un centrocampo che è probabilmente il più variegato in circolazione e che vede emergere sulle fasce dei giovani sempre più talentuosi e infine con un attacco che vanta fantasia, cinismo e fisicità.

Il 10 ottobre 2017 è il giorno della Francia, un’ultima giornata che sancisce solo matematicamente una qualificazione ormai in pugno: 2-1 alla Bielorussia ultima nel girone; succede tutto nel primo tempo, con Griezmann che apre, Giroud che raddoppia e Antom Saroka a chiudere.

Ma è stata una Francia anche in difficoltà, come all’andata con i bielorussi quando la gara si chiuse a reti bianche, in casa contro il Lussemburgo (0-0 anche in quel caso) o infine ancor peggio in Svezia alla Friends Arena di Solna, dove dovremo giocare anche noi per lo spareggio Mondiale: in quel caso i francesi persero 2-1 al 94′, dopo una rete da applausi di Giroud e il pareggio di Durmaz; fu poi Toivonen a trovare il vantaggio dalla propria metà-campo approfittando di un errore di Lloris su rinvio.

Per il resto tante vittorie ma una differenza reti minore rispetto alla seconda classificata, proprio la Svezia, che alla penultima giornata ne rifila otto al Lussemburgo, ma la storia ormai la conosciamo tutti. Ora proveremo a rispondere alla domanda: che Francia sarà a Russia 2018?

Una squadra che ha cambiato qualcosa rispetto all’Europeo, che ha assecondato la propria esigenza di sperimentare nelle ultime uscite testando un 4-4-2 dove la muscolarità dell’uno e trino Matuidi in versione Juve la fa da padrona. Sulle fasce oltre ai soliti noti (Dembélé e Payet su tutti) sono stati molto provati Coman e Lemar e non è detto che Deschamps non punti forte su di loro al prossimo Mondiale.

A centrocampo la scelta è veramente infinita mentre davanti nella lotta alla titolarità si è inserito ovviamente anche Mbappé. La difesa, come il centrocampo, sembra già delineata ma ci sono un paio di giovani sotto che spingono.

Insomma, la Francia è abbondantemente coperta ovunque, mischiando per altro giocatori dai diversi stili di gioco: interditori, incursori, punte boa, fantasisti, ali che rientrano, ali che crossano, terzini di spinta… C’è praticamente tutto in questa squadra, manca solo il Mondiale (ma è così per dire).

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Nato nel 1997 a Negrar (VR), studente prossimo alla vita universitaria. Appassionato di calcio, amante dei grandi numeri 10, della lettura e della buona musica, specie se a interpretarla è Samuele Bersani.