NCAA FOOTBALL – ‘Bedlam’ è dei Sooners, Notre Dame fa sul serio

Foto: Twitter @Cbradley2020

È stata una partita senza esclusione di colpi; Oklahoma Sooners (#8) e Oklahoma State Cowboys (#11) se le sono date di santa ragione nell’assolato pomeriggio di Stillwater. Un derby sentitissimo che va oltre il mero gioco del football, con le due università a darsi battaglia per il predominio sportivo statale. Il 62-52 finale la dice lunga sulla spettacolarità del match in questione. Baker Mayfield contro Kyle Rudolph il ghiotto biglietto da visita dell’edizione 2017 delle “Bedlam Series“: i due non hanno deluso le attese.

Nemmeno gli americani conoscono l’origine del termine ‘Bedlam‘ che indica la rivalità fra i due college. La traduzione letterale sfocia in ‘manicomio‘, ‘pandemonio’, ‘baraonda’: chi ha avuto la fortuna di assistere alla partita di sabato non può che dare ragione all’ignoto inventore di tale denominazione. L’infinito primo tempo, chiuso sul 38-38, è un susseguirsi di capovolgimenti fronte: i due quarterback, vere star della contesa, non lesinano a muovere l’ovale in verticale e, coadiuvati dai rispettivi ricevitori, danno il meglio i sé nel gioco in profondità. I Sooners mettono la freccia nella terza frazione, mettendo in cascina un tesoretto di dieci punti che si porteranno appresso fino al termine dell ostilità.

Se Rudolph chiude un referto di tutto rispetto con 448 yards lanciate, 5 touchdown e 2 intercetti, Mayfield fa addirittura meglio, superando il collega rivale di 150 yards e marcando una meta su corsa. I puristi di questo sport vedranno in un risulto così roboante l’esempio perfetto di difese colabrodo; vero, non è stato un match difensivamente trascendentale, ma va detto che la verve dei due QB e dei loro wide-recevers è stata a dir poco travolgente. Oklahoma vince le “Bedlam Series” per la tredicesima volta nelle ultime quindici e rimane a tiro playoff; Oklahoma State perde terreno e sembra dover deporre le armi anche per quanto riguarda la corsa al trono della Big-XII.

Foto: Twitter @espn

Continua a sorprendere la scalata dei Notre Dame Fighting Irish (#5) che arrivano alla settima vittoria consecutiva e sono pronti ad insidiare la vetta della classifica di gradimento. I blue-and-gold di South Bend superano in casa Wake Forest con il risultato di 48-37. Brandon Wimbush gioca la miglior partita di sempre, firmando un career-high di 280 yards al lancio e, soprattutto, segnando due TD su corsa. Il resto lo fa la difesa degli Irish, che ferma la rimonta dei Demon Deacons (27 punti del secondo tempo). La sconfitta di un punto contro Georgia nella Week 2 sembra lontana anni luce, ma ha mostrato al tempo la vera natura dell’attuale Notre Dame; sabato contro i Miami Hurricanes (ancora imbattuti dopo la vittoria contro Virginia Tech 28-10, i Fighting Irish si giocheranno una fetta importante di stagione.

Chi può definitivamente dire addio ai sogni di gloria è Penn State (#7). Dopo la brutta sconfitta contro Ohio State, per i Nittany Lions arriva il secondo stop stagionale in casa di Michigan State; è un field-goal a tempo scaduto di Matt Coghlin a suggellare il 27-24 in favore degli Spartans. Cadono anche i Buckeys (#3) e lo fanno rovinosamente contro gli Iowa Hawkeyes. L’unica compagine della Big 10 ancora nel radar playoff sembra Wisconsin (#4) vincente 45-17 contro Indiana; per i Badgers sarà fondamentale lo scontro fra tre giorni proprio contro Iowa.

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Friulano, classe 1987, è dai tempi della presidenza Lincoln che segue gli sport americani. Autodidatta di storia a stelle e strisce, ama il football, l'hockey, i film western, il bourbon e la musica country.