NFL – MSChoice: squadre perfette, lega imperfetta

Mark Herreid / Shutterstock.com

Questa notte in NFL ci sarà quella che dovrebbe essere una bella partita: Kansas City Chiefs contro Oakland Raiders.
Il fatto è che, qualche volta, la NFL stessa perde un po’ di vista la competizione per concentrarsi sull’introito. Siamo lontanissimi dallo spezzatino pro-arabia o pro-cina dei campionati di calcio europei, ma il Thursday Night Football è utilizzato spesso a sproposito. A sproposito rispetto alla competitività delle squadre in campo, alla garanzia di vedere una partita che rispetti i valori assoluti in campo.

Esempio facile: settimana scorsa, dopo 5 vittorie consecutive, i Chiefs hanno perso. Motivi della debacle dei buonissimi Steelers e un po’ di sfortuna. Quella c’è sempre, ma ciò che non c’è tutte le volte è la prospettiva di una partita più importante a quattro giorni di distanza.
I Raiders sono compagni di division di Kansas City. Se le due squadre dovessero avere lo stesso numero di vittorie in stagione ed essere a pari merito prime nella loro division, essa sarebbe vinta da quella che ha vinto i due scontri diretti annuali.
E con la vittoria arrivano i Playoff con la possibilità di raggiungere il Super Bowl. Insomma, le partite intradivisionali sono le più importanti in stagione.

Quindi Chiefs costretti a fare i conti con il doppio impegno ravvicinato. Due uomini di linea offensiva, il centro Mitch Morse e la guardia Laurent Duvernay-Tarnif, alle prese con problemi fisici, vengono risparmiati. Saranno assenti anche contro i Raiders, ma Andy Reid, allenatore della squadra, non avrebbe fatto i salti mortali per recuperarli entro domenica prossima?
L’assenza dei due ha penalizzato molto il gioco di corse di Kansas City, che dopo aver superato le 100 yard nelle cinque partite precedenti, ne ha fatte segnare solo 30 contro gli Steelers, fino a domenica non una delle migliori difese sulle corse della nazione.

Lo stesso discorso si può fare per Dee Ford, linebacker esterno al ritorno in campo e limitato a metà degli snap in partita, e soprattutto Albert Wilson, ricevitore tenuto fuori e per il quale è possibile il ritorno contro Oakland.
Tutti giocatori in sospeso che mai sarebbero stati schierati contro Pittsburgh, rendendo il confronto con la squadra della Pennsylvania diverso da come sarebbe stato con la rosa dei rossi del Missouri in piena forma.

I Kansas City Chiefs non sono più “perfetti”, e i Miami Dolphins del ‘72 rimangono l’unica compagine a essere riusciti a rimanerlo sino a fine stagione. Ma “perfectville”, la città immaginaria con un solo abitante che viene ogni anno festeggiata dai tifosi di Miami nel momento in cui tutte le squadre NFL perdono una partita, è destinata a rimanere deserta, soprattutto se la lega continuerà a mettere partita di peso specifico altissimo a metà settimana, ribaltando il ciclo di allenamento delle squadre e spingendo gli allenatori a scelte impopolari ma del tutto comprensibili.

Nel football non esistono partite facili, ed è per quello che il prodigio di quei Dolphins ha importanza secolare. Diventano ancora più complicate se, in nome di qualche visualizzazione in più su Amazon TV, quelle cruciali vengono spostate al giovedì sera.

Condividi
È convinto la vita sia una brutta imitazione di una bella partita di football. Telecronista, editorialista, allenatore. Vive di passioni quindi probabilmente morirà in miseria. Gioca a golf con pessimi risultati; ma d'altra parte, chi può affermare il contrario?