SCOZIA – Slovenia fatale: Gordon Strachan lascia la nazionale

Foto: Twitter @ScottishFA

A poco è servito un 2017 da imbattuto: Gordon Strachan non è più l’allenatore della nazionale scozzese. L’annuncio è arrivato nel tardo pomeriggio di ieri e a darlo è stata la Scottish Football Association (SFA). La decisione, giunta dopo un incontro tra la federazione e il 60enne manager di Edimburgo, è stata presa di comune accordo e fa seguito all’esclusione della Scozia dalla Coppa del Mondo di Russia 2018. Assieme a lui lascia anche l’allenatore in seconda, Mark McGhee.

In quattro anni alla guida della nazionale Strachan ha vissuto di alti e bassi, fra critiche pesanti e attimi di profonda ammirazione. La mancata qualificazione all’Europeo francese è stato il primo capo d’accusa a pendere sulla testa dell’ex allenatore di Southampton e Celtic Glasgow; l’inizio da incubo del girone di qualificazione mondiale, poi, lo ha portato fin sull’orlo del precipizio (un punto in tre gare, con Leigh Griffiths tenuto volutamente in panchina).

Strachan e la Scozia hanno saputo rialzarsi fino ad accarezzare il sogno di tornare, dopo vent’anni, a partecipare ad una fase finale di un torneo maggiore. Il drammatico pareggio contro la Slovenia è stata la sintesi perfetta della sua avventura con i Tartan Terriers: grinta da vendere e amnesie tattiche imbarazzanti che sono costate l’eliminazione. Il boccone da digerire non poteva essere più amaro e la decisione concordata assieme alla federazione è parsa più che mai sofferta.

Il rammarico che la notizia dell’esonero ha scaturito è stato grande in tutta la nazione. Le parole più sentite sono pervenute dal capitano della Scozia, Scott Brown: “Oggi è una brutta, brutta, brutta giornata“. Può sembrare poco, ma pare che Gordon Strachan sia comunque riuscito a centrare l’obiettivo primario posto all’inizio della sua avventura ad Hampden Park, cioè quello di “riportare la credibilità e il sorriso alla nazionale scozzese”.

Intanto la SFA sta già facendo trapelare i nomi dei possibili sostituti: Malky Mackay è il più accreditato al momento, ma la concorrenza porta le firme di Sam Allardyce, David Moyes, Paul Lambert e Alex McLeish. Chiunque si siederà sulla panchina della Scozia, avrà l’onere e l’onore di ripartire da quanto di buono la squadra ha proposto in questo 2017 e di ridare fasto ad una nazionale da troppo tempo dimenticata.

Condividi
Friulano, classe 1987, è dai tempi della presidenza Lincoln che segue gli sport americani. Autodidatta di storia a stelle e strisce, ama il football, l'hockey, i film western, il bourbon e la musica country.