Amichevoli? No, grazie

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Scelta curiosa da parte della nazionale russa, che non ha sfruttato la pausa dei campionati per effettuare uno o due test contro altre selezioni ma ha preferito uno stage sfociato in un’amichevole contro la Dinamo Mosca (vinta 3-0).

I maligni evidenzieranno il desiderio di evitare eventuali brutte figure, fatto sta che la decisione di Cherchesov di non programmare alcun test amichevole di un certo tenore ha lasciato abbastanza stupiti gli addetti ai lavori. Davvero nessuna compagine nazionale era a disposizione per almeno una partita? Una scelta strana motivata in maniera poco solida con la volontà di regalare qualche giorno di vacanza ai giocatori che sono stati impegnati nella Confederations Cup. Un discorso che non regge, visto che anche i giocatori presenti nello stage avrebbero beneficiato di una sfida un po’ più probante. Non che la Dinamo Mosca sia un avversario materasso, ma diversi fattori, decisamente comprensibili, hanno un po’ allentato il ritmo di una gara dominata dalla nazionale russa.

Partiamo dalle convocazioni. L’idea di scegliere un gruppo nuovo, abbastanza diversificato per quanto riguarda la squadra di provenienza, è stato un modo di agire corretto, probabilmente un po’ tardivo dato che a questo punto la rosa per i Mondiali dovrebbe essere completa almeno in gran parte. Un avversario “serio” avrebbe sicuramente dato risposte più rilevanti sia al tecnico che a questi ragazzi per capire il loro livello, con un solo test, per giunta quasi in famiglia (anche se la risposta di pubblico c’è stata, con 15000 spettatori), la sensazione è che sia stata semplicemente una perdita di tempo. Senza gare ufficiali, con scarse finestre disponibili per provare nuovi schemi, Cherchesov ha sciupato un’occasione e non è un caso che il tecnico del Kazakistan Borodyuk abbia consigliato di organizzare una gara amichevole per novembre, quando ci saranno gli spareggi della zona europea, con tante squadre quindi libere da incontri ufficiali.

Nonostante tutto lo stage ha dato risposte positive, con un gruppo di giocatori che può creare una concorrenza importante per i titolarissimi. Da Lunev a Miranchuk, passando per un Kokorin che sembra rinato e dovrebbe tornare nel giro della nazionale, Cherchesov può sorridere, perchè la scelta, seppur non esagerata, sembra essere superiore alle aspettative. Sarebbe opportuno ottenere risposte anche dal campo, con test di maggiore livello, anche se l’ex portiere Ruslan Nigmatullin non è di questo parere. “La Dinamo è più forte di molte nazionali che sarebbero state disponibili a fare da sparring, come ad esempio l’Angola. E le motivazioni sarebbero state inferiori. Così invece è stata una festa per tutti, oltre che un’ottima vetrina per tanti giocatori motivati”. Una cosa è certa, questo match entrerà nella storia: non perchè la nazionale non è stata in grade di trovare un avversario adeguato o meno, ma per via del gol di Matias Fernandes, il primo di un naturalizzato con la maglia della Russia. Sulla fascia, probabilmente, al Mondiale troveremo lui.

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Grande appassionato di calcio russo, tifoso dello Zenit San Pietroburgo. Estimatore del calcio giocato nei luoghi meno nobili e più nascosti, preferirebbe vedere un Torpedo-Alaniya rispetto a uno Juventus-Milan.