Catania-Sicula Leonzio, le dichiarazioni post partita

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dal nostro inviato allo stadio “Angelo Massimino” di Catania.

Come di consueto, i protagonisti della gara odierna, valida per la 1/a giornata del Girone L della Coppa Italia di Serie C, Catania-Sicula Leonzio terminata col risultato di 3-2, si sono presentati in sala stampa per le dichiarazioni di rito a commento dell’incontro.

Il primo a intervenire è stato l’attaccante dei rossazzurri Davis Curiale, autore della prima rete del Catania: “Appena entrato sono riuscito a impormi e a partecipare nelle giocate decisive che ci hanno consentito di rimontare. Abbiamo diverse qualità individuali, siamo consapevoli di potere ribaltare la partita e siamo riusciti a dimostrarlo un’altra volta dopo quella compiuta a Troina, seppure contro una squadra di categoria inferiore. Siamo una grande squadra e dobbiamo comunque limare alcuni difetti. Il nostro pubblico si aspetta molto da noi e siamo partiti molto tesi. Catania è una piazza calda e non è mai facile: speriamo che i tifosi ci credano e ci aiutino. Io qui mi sono trovato subito benissimo ed è un grande spogliatoio: dobbiamo fare gruppo e aiutarci tra di noi. Anche chi non è entrato, ha esultato e gioito come fosse in campo“.

Poi, è stata la volta del tecnico della Sicula Leonzio Pino Rigoli: “Abbiamo fatto per 70 minuti una buona prestazione dal punto di vista della qualità. Ma dobbiamo lavorare su quei minuti di black-out perché sul 2-0 la squadra si è deconcentrata e alla fine ha perso. Andiamo avanti e lavoreremo sodo; sono soddisfatto perché la squadra ha tenuto testa per quasi tutta la gara al Catania, che è una delle più quotate in Serie C. Soprattutto sul secondo e terzo gol le nostre responsabilità sono tante, quindi dobbiamo lavorare affinché questi episodi non si ripetano in futuro. Ci sono tanti segnali positivi e l’approccio alla gara di oggi è stato ottimale: dobbiamo ripeterlo in particolare con le squadre che lottano per il nostro stesso obiettivo, che chiaramente è diverso da quello degli etnei“.

Dunque, ai microfoni si sono presentati Francesco Lodi e Andrea Russotto. Il primo: “Purtroppo, ho fatto fatica a capire l’andazzo della categoria: Molto meglio nel secondo tempo e la crescita e la reazione è stata evidente. La squadra non ha mollato fino alla fine e questo è importante per affrontare al meglio questo inizio di stagione. Eppure, anche nel primo tempo siamo andati vicini al gol, ma certamente nella ripresa siamo stati più concreti. Ho provato tanta emozione nel rivestire la maglia del Catania, anche se per me è stata la prima in Serie C“. Il secondo: “Una grande reazione e ho tanta voglia di riscatto dopo la stagione scorsa. Questa è una grande piazza e merita grandi prestazioni. Io credo che la bravura di una squadra sia quella di capire sia i propri pregi che i propri difetti e dopo lo 0-2 siamo stati capaci di riuscire a interpretare nel modo giusto la gara per rimontare fino a vincere 3-2. Per me è un onore essere considerato un giocatore importante, ma è anche un onere perché poi bisogna mantenere le aspettative“.

Infine, il tecnico degli etnei Cristiano Lucarelli: “Come in tutte le gare ci sono cose positive e negative. Stasera abbiamo giocato contro una squadra di tanti ex avvelenati che sono venuti qui a giocare la partita della vita. Sono stati bravi a non farci giocare con pressing alto e marcatura a uomo su Lodi. Abbiamo trovato delle difficoltà evidenti perché non trovavamo spazi e non riuscivamo a giocare. Dopo l’annata scorsa, soprattutto i vecchi potevano anche farsi prendere dall’ansia e, invece, siamo riusciti a cambiare modulo e ad attaccare sulle fasce per allargare le maglie del centrocampo avversario. Alcuni giocatori stanno soffrendo o un periodo di inattività (vedi Lodi e Mazzarani) o i carichi di lavoro: logicamente la preparazione è mirata non per entrare tutti in forma oggi, ma più in là quando la stagione entrerà nel vivo. Queste difficoltà le incontreremo anche altre volte con questo tipo di squadre. Io voglio creare un gruppo forte e sto lavorando per l’unità di intenti di questo gruppo. Oggi lo abbiamo dimostrato ed è un segnale importante. Inoltre, voglio una squadra camaleontica che sappia cambiare modulo in corsa o in base all’avversario di turno“.

 

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Appassionato di storia, letteratura, calcio e mediani: quegli “omini invisibili” che rendono imbattibile una squadra. Il numero 8 come fisolofia di vita: grinta, equilibrio, altruismo e licenza del gol.