Basket, la nazionale italiana gioca la carta Meo Sacchetti

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Il basket azzurro ha scelto il proprio futuro post europei maschili. I molteplici impegni negli USA impediranno all’attuale CT Ettore Messina di proseguire il proprio lavoro al termine della rassegna continentale, per questo motivo la federazione italiana è corsa ai ripari annunciando Romeo Sacchetti come prossimo commissario tecnico. Una decisione arrivata a distanza di pochi giorni dall’inserimento dell’ex tecnico di Sassari, Brindisi e Cremona nella Hall of Fame della pallacanestro nostrana.

Per gli amanti della palla a spicchi il nome di Sacchetti resta profondamente legato a quello della Dinamo Sassari. Una straordinaria favola isolana iniziata nella stagione 2009/2010 con la promozione nella massima serie e arrivata fino al dolce lieto fine rappresentato dalla conquista del tricolore nel 2015 nella finale con Reggio Emilia. Momenti di festa che i tifosi azzurri sperano di poter rivivere tra qualche anno poiché il compito principale di Sacchetti sarà quello di guidare l’Italia nelle qualificazioni ai mondiali del 2019 in Cina. Non un obiettivo semplice perché bisogna uscire dal torpore dell’ultimo decennio che ha concesso pochissime gioie e tante amarezze.

L’argento olimpico di Atene è la perfetta linea di demarcazione; dopo le soddisfazioni nella terra di Filippide è iniziato solo un periodo cupo he non siamo stati in grado di interrompere nonostante lo sforzo di nomi eccellente come Recalcati, Sacripanti e Messina. Il punto più basso è stato toccato la scorsa estate quando, sul parquet torinese, la nostra nazionale ha fallito la più ghiotta delle occasioni per riassaporare l’atmosfera olimpica. La bacheca di Sacchetti dimostra che all’allenatore pugliese piacciono le sfide difficili quindi si troverà perfettamente a suo agio nelle nuove vesti che già da novembre lo vedranno impegnato nella prima sfida contro la Romania.

La scelta federale ha lasciato spazio anche a molte critiche da parte degli appassionati. Non convince in particolar modo la volontà di affidare l’Italia, in un momento delicato come quello attuale, a un tecnico già occupato a livello societario e per giunta in Legadue. Per tanti serviva una persona a tempo pieno capace di portare amalgama e solidificare un gruppo che sembra sgretolarsi e patire le forti pressioni dall’esterno. In autunno Sacchetti dovrà mettere a tacere tutti questi dubbi, dimostrando di trovarsi perfettamente a proprio agio e di saper coordinare e gestire il doppio impegno professionale.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.