Serie B, tra blasone e novità. L’affascinante parallelo con la stagione 1996/97

Forse è la nostalgia di un calcio che non esiste più. O forse è solamente il buon vecchio sentimentalismo, misto a vecchi ricordi, che ci colpisce di quando in quando. Ma le domeniche calcistiche degli anni ’80-’90 racchiudevano una magia difficile da spiegare. Chi non ha vissuto quei momenti e non ha conosciuto quel tipo di calcio, non può immaginare cosa significasse. Non c’erano gli smartphone, non potevi cliccare su una app per vedere i risultati di una partita. Vedevi plotoni di uomini con la radiolina all’orecchio, concentrati su Tutto il Calcio minuto per minuto, accompagnati da fidanzate o mogli accigliate.

Come dicevamo, questo calcio è sparito per sempre, soppiantato dalla frenesia della tecnologia, dalle esigenze televisive e dagli spezzatini. Ma nonostante ciò, ci piace pensare che un sottile filo conduttore colleghi ancora il nuovo col vecchio. Nella prossima stagione, in Serie B, parteciperanno squadre che hanno fatto la storia di questo torneo. Squadre che magari hanno attraversato anni difficili ma che ora sono tornate a competere per un posto in paradiso. Volevamo cercare un legame tra la prossima serie cadetta e il passato, lo abbiamo trovato nel 1996/97. Ai nastri di partenza c’erano ben dieci squadre che ritroveremo anche nel prossimo campionato: in rigoroso ordine alfabetico Bari, Brescia, Cesena, Cremonese, Empoli, Foggia, Palermo, Pescara, Salernitana e Venezia.

Fu un campionato equilibrato, che alla fine premiò Brescia, Empoli, Lecce e Bari. I lombardi, allenati da Edy Reja, ritrovarono la massima serie dopo due stagioni di purgatorio; i toscani riuscirono nel doppio salto dalla C alla A, mentre le due pugliesi vinsero la battaglia a tre con il Genoa. A deludere maggiormente furono proprio i rossoblù e il Torino, squadre che partivano con ben altre ambizioni e dovettero rassegnarsi a un altro anno di cadetteria. Fu il campionato che sancì la favola della Cenerentola Castel di Sangro, additata da tutti come sicura retrocessa e salvatasi miracolosamente. Gli abruzzesi precedettero le ben più blasonate Cremonese, Palermo, Cesena e Cosenza, che invece conobbero l’inferno della terza serie.

La stagione mise in luce numerosi talenti, che poi avrebbero sfondato anche in Serie A. Se andiamo a rileggere la classifica marcatori, ad esempio, troviamo giovani di belle speranze (Davide Dionigi della Reggina, Claudio Bellucci del Venezia, Cristiano Lucarelli del Padova, Michael Goosens del Genoa) e vecchi volponi dell’area di rigore (Roberto Paci della Lucchese, Cosimo Francioso e Francesco Palmieri del Lecce, Dario Hubner del Cesena, Maurizio Neri del Brescia). Ma non solo. Fu anche l’anno degli allenatori emergenti, che avrebbero poi avuto un radioso futuro. Su tutti? Luciano Spalletti, neo tecnico dell’Inter, che portò in A il suo Empoli dopo un solo anno di militanza in B. O l’attuale ct della Nazionale Italiana Giampiero Ventura, che ottenne col Lecce una splendida promozione. Senza contare Delio Rossi e Alberto Malesani, alla guida di Pescara e ChievoVerona.

Se per certi aspetti ci sono grosse analogie col passato, per altri lo scenario è molto cambiato rispetto a ventuno anni fa. La stessa B è cambiata. È divenuta un campionato difficile e lungo, senza soste. Le squadre in gioco sono aumentate, adesso sono ben 22, e si è incrementato il livello di complessità. Non è un caso che negli ultimi anni stia tornando l’abitudine di vedere neopromosse scavalcare la B in un solo anno. Ancora manca un po’ di tempo al fischio di inizio, ma già cresce la curiosità di rivivere certi “classici” di B.

 

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Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.