Allsvenskan: il Malmö sta spiccando il volo

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Presto, troppo naturalmente, per fare dei bilanci su questa edizione dell’Allsvenskan: però, qualcosa si è già visto. Come lo scorso anno, di questi tempi, il primo dato che salta all’occhio è quello dell’equilibrio. Nessuna squadra è a punteggio pieno; abbiamo una neopromossa al terzo posto solitario, e solo 4 squadre, dopo 3 partite giocate, sono finora imbattute, sulle 16 partecipanti. Tutte quante, inoltre, hanno subito almeno un gol, per un totale di 62 reti segnate in 24 partite: vale a dire, una media di poco meno di 2,6 reti a incontro, che ne fanno (statistiche dello scorso anno) il campionato europeo più prolifico, a livello di reti, dopo la Super League svizzera.

Guida il Malmö, come da pronostico (peraltro abbastanza facile); ci ha piuttosto impressionato, in queste prime giornate, l’attaccante degli Himmelsblått Cibicki: 23 anni, svedese di nascita ma naturalizzato polacco, longilineo (1,82 per un peso forma di 66 kg), il centravanti, che lo scorso anno si era ben disimpegnato nel neopromosso Jönköping (9 reti e 7 assist), quest’anno potrebbe davvero essere arrivato alla definitiva esplosione: non solo 3 gol e un assist nelle prime tre gare: soprattutto, tanto movimento e possesso di tante giocate: meravigliosa la rovesciata della sua prima rete con l’Halmstad, e potente e preciso il tiro da fuori area, con il quale ha chiuso i conti nella stessa partita.

Tra gli avversari di domenica, nel neopromosso Halmstad, milita invece quel Sead Hakšabanović (clesse 1999) che ha, finora, messo a segno due gol, oltre a dimostrare un grande talento. Sulle sue tracce, si dice, l’Inter, che avrebbe preferito lasciarlo ancora a maturare in patria, consentendogli di giocare un campionato di massima serie, anche se di livello tecnico non troppo elevato. Il giovane ha visione di gioco, buona padronanza dei fondamentali, e un bel tiro. Staremo a vedere.

Come dicevamo, troppo presto per dare giudizi. Le tre squadre di Stoccolma, tutte a 4 punti, hanno finora alternato buone prestazioni ad altre molto meno memorabili. Era partito male, in particolare, il Djurgården delle stelle (alcune piuttosto attempate, a dire il vero): eliminati nella fase a gironi di Svenska Cupen, e con un solo punto nelle prime due giornate, gli Järnkaminerna hanno trovato gol e vittoria in casa contro l’Elfsborg, non proprio l’ultima delle squadre. Del resto, l’organico, sulla carta, è di prim’ordine: e se il tecnico Melkemichel troverà la definitiva quadratura del cerchio, potranno diventare pericolosi per tutti.

Chi ha qualche difficoltà sembrerebbe essere il rude Lennartsson con il suo Göteborg: anche se imbattuti, i Blåvitt hanno pareggiato l’ultima partita, in casa, con la neopromossa Eskilstuna, facendosi raggiungere dopo essere passati in vantaggio: la concentrazione appare, finora, il difetto più grande dell’undici biancoblù, che non trova troppo facilmente, tra l’altro, la via della rete. L’Elfsborg, partito di gran carriera, è uscito, invece, nettamente battuto a Stoccolma dal Djurgården, dopo il pareggio interno con l’AIK della scorsa settimana: serviranno rimedi urgenti, per non perdere troppo terreno dalla prima.

Infine, si conferma su buoni livelli l’Örebro del tenace Axén che, nonostante la cessione dei suoi pezzi migliori, ha totalizzato, in queste tre prime partite, 7 punti come il Malmö. Il campionato è, ovviamente, ancora lungo: però è un dato di fatto che questo allenatore (che due anni fa arrivò in finale nella Svenska Cupen, spaventando per un’ora il favoritissimo Göteborg) stia facendo bene, ormai, da un paio di stagioni: a nostro parere, è ormai pronto per un palcoscenico più prestigioso, e non necessariamente in Svezia.

 

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.