Oggi e Ieri: i figli italiani di Zeman

Eccolo qui, ancora sulla breccia, con quel viso rugoso e la celebre parlantina lenta: il boemo è tornato di nuovo, alla faccia della carta d’identità. Zdenek Zeman ha sostituito il derelitto Oddo in quel di Pescara e ha fatto subito i fuochi d’artificio, vicino a quel mare d’Abruzzo che lo ha stregato. Pescara 5, Genoa 0. Accidenti! Se riuscirà a salvare il Delfino dalla retrocessione non è dato saperlo, ma c’è da scommettere che alleverà ancora qualche campioncino da lanciare nel grande calcio. Come ha sempre fatto.

I FIGLI DEL SUD – Dopo i primi lusinghieri risultati a Licata, Zeman valorizza a Messina un attaccante palermitano scattante e con gli occhi affamati di gol: è Salvatore Schillaci, che nella Serie B 1988-89 si laurea capocannoniere suscitando l’interesse della Juventus. Da lì le Notti Magiche e la trasformazione nel nuovo “Totò Nazionale”. La fermata successiva si chiama Foggia. Qui Zeman costruisce una favola sportiva sulle doti di un formidabile terzetto d’attacco: Roberto Rambaudi, Francesco Baiano e Giuseppe Signori, che contribuiscono a rendere famoso il gioco offensivo del tecnico di Praga. Il trio può contare sulla sostanza in copertura di un giovane Luigi Di Biagio. Tutti questi ragazzi sono destinati alla maglia azzurra, allora o in seguito, sviluppando in alcuni casi le proprie carriere altrove. O ricongiungendosi al Maestro.

I CAPITOLINI – Nel 1994, dopo gli exploit di Foggia, viene ingaggiato dalla Lazio. A Roma punta forte su un acerbo centrale difensivo che Zoff ha fatto debuttare prima di lui: Alessandro Nesta. C’è anche un altro classe 1976 che il boemo lancia in maglia biancoceleste, Marco Di Vaio. Non uno qualunque, ma una punta capace di segnare ben 142 reti in massima serie.

GLI ULTIMI 15 ANNI – Quando si accomoda sulla panchina dell’Avellino, nel torneo cadetto 2003-04, ha l’intuizione di dare una chance ad un mediano destinato ad una parabola importante: Antonio Nocerino. Torna in Puglia l’anno dopo, stavolta a Lecce. Valorizza un terzino che diventa il primo giallorosso della storia a debuttare in Nazionale, Marco Cassetti, oltre a regalare la prima stagione da titolare in Italia a Pablo Daniel Osvaldo. Foggia-bis. Tra le sue mani fioriscono due attaccanti tascabili e talentuosi, protagonisti dell’attuale Serie A: Marco Sau e Lorenzo Insigne, quest’ultimo al fianco di Ciro Immobile nel Pescara dei miracoli 2011-12 insieme ad un giovanissimo Marco Verratti. I fasti in Abruzzo gli fanno guadagnare una seconda possibilità alla guida della Roma, in cui lancia Alessandro Florenzi.

Che carrellata! Appuntamento alla prossima scoperta, perché Zdenek Zeman non ha alcuna intenzione di restare a guardare il litorale adriatico senza far nulla.