ESCLUSIVA – Tosetti, Thun: “Per la salvezza sarà battaglia sino alla fine”

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Matteo Tosetti, un ticinese nella Svizzera tedesca. L’ex ala del Lugano, due giorni fa, ha compiuto 25 anni, e a Thun sta vivendo un ottimo periodo: Saibene, nel ritorno, lo ha fatto partire titolare nelle due partite giocate finora, e il giocatore nativo di Losone, campione del Mondo U17 2009, si è fatto trovare puntuale. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente, per chiedergli qualche impressione su questo inizio di campionato,

MS – L’Oberland bernese, soprattutto nei continenti extraeuropei, è “La Svizzera” per antonomasia. D’altro canto, i bernesi sono considerati, nell’immaginario collettivo, un po’ chiusi, anche se molto pratici ed essenziali. Si dice che se un bernese dell’Oberland dovesse mangiare chiodi, ne verrebbero fuori delle viti. Come è stato l’ambientamento, in questi primi mesi della tua esperienza?

“La cosa che mi è subito piaciuta di questo ambiente, è il loro parlare chiaro. Nel periodo dei colloqui per il passaggio dal Lugano, mi sono sempre stati vicini, e il direttore sportivo mi chiamava ogni giorno per darmi notizie sulla trattativa. Riguardo alle difficoltà finanziarie del club, la dirigenza ha sempre parlato chiaro: le notizie vieni a saperle da loro, e non dai giornali. Credo sia un fatto fondamentale. Anche l’addio di Saibene è stato trasparente: un modo di fare che, personalmente, apprezzo molto. Il territorio ci è vicino, ha risposto in modo favorevole alla richiesta di aiuto formulata dalla Società: insomma, una situazione che ti fa stare tranquillo, anche se i problemi ci sono.”

MS – Siete stati l’unica squadra della Super League a non aver fatto il ritiro all’estero, non avete avuto rinforzi in campagna acquisti, giocate con un allenatore dimissionario, ma in campo state dimostrando un grande spirito: avete vinto a Zurigo alla prima uscita e sabato, contro il Basilea, nonostante la sconfitta, siete stati protagonisti di una bella prestazione: qual è il vostro segreto?

“Non abbiamo segreti. Questa squadra è un mix di giovani e giocatori esperti, con un’ottima guida tecnica, e abbiamo trovato un nostro equilibrio di gioco. Siamo un bel gruppo compatto, e giocheremo le nostre carte, sicuramente, sino alla fine. Come dicevo prima, anche la situazione dell’allenatore è stata trasparente: sappiamo di essere in un’ambiente dove le cose si dicono, e questo aiuta. Ci è dispiaciuto per sabato: avevamo giocato bene, meritavamo almeno il pareggio, ci è andata male. Col Basilea metti ovviamente in preventivo di perdere: però, quattro punti dopo queste due giornate erano a portata di mano, e li avremmo conquistati con pieno merito. Comunque andiamo avanti, sperando di ottenere i punti salvezza prima possibile.”

MS – Canepa, presidente dello Zurigo, in un’intervista, ha detto che alle spalle delle prime quattro nessuna, oggi come oggi, può ritenersi immune dal rischio retrocessione: sei d’accordo?

“Direi di si. Il nostro è un torneo dai valori livellati, a parte il Basilea. Tutte possono battere tutte, e quello che è successo lo scorso anno allo Zurigo può succedere a qualunque squadra. Non esiste la squadra materasso, la situazione di gioco e classifica del GCZ è lì a dimostrare che nessuno, oggi come oggi, può dirsi sicuro della salvezza. Noi, comunque, ci sentiamo in grado di dire la nostra, e daremo tutto per ripagare la fiducia di tifosi, territorio e società.”

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.