ESCLUSIVA – Dan Peterson: “Grossa opportunità per Gentile, Mike ha una possibilità”

Fonte foto: Facebook Dan Peterson

Dan Peterson è nato a Evanston, in Illinois, nel 1936. Ha allenato negli anni ’60 l’università del Delaware per poi trasferirsi in Cile e in seguito in Italia (1973), dove ha passato 15 anni tra Virtus Bologna e Olimpia Milano. Con i meneghini ha vinto tutto: coppa Korac, coppa dei campioni, numerosi allori nazionali. Personaggio molto popolare nel nostro Paese, ha allenato nel capoluogo lombardo, tra gli altri, Mike D’Antoni, Dino Meneghin, Bob McAdoo.
Abbiamo raggiunto coach Peterson che gentilmente ci ha concesso questa intervista in esclusiva.

Coach, cosa pensa della formula dell’Eurolega (girone + playoff)? Trova che la sua struttura a inviti sia giusta?
Sono anni che sostengo si debbano fare i campionati nazionali (stagione regolare e playoff) e solo DOPO giocare l’Eurolega. Coma avviene in America; la NBA non fa i playoff a dicembre.
Esiste poi un discorso economico: ben poche società di Eurolega riescono a pareggiare i conti, ma è un argomento molto ampio che sarebbe da sviscerare.

Vista la sua vicinanza con l’ambiente milanese, ritiene che il divorzio da Alessandro Gentile abbia giovato sia al giocatore che alla società? Ha un’idea chiara di questa situazione che sembra complicata vista da fuori?
Come ho scritto sulla Gazzetta dello Sport, Gentile ha detto l’anno scorso in estate che sarebbe andato via. La società a quel punto ha fatto mercato per coprire il suo ruolo: sono arrivati Abass, Pascolo, Dragić. Poi è rimasto e a quel punto aveva difficoltà di spazio, minuti, eccetera.
Ora però Gentile ha una grande opportunità di crescere, come succede quando un giocatore va all’estero.

Come descriverebbe il momento tecnico dell’Armani, entrata in una piccola crisi di risultati nell’ultimo mese?
È successo anche l’anno passato, due mesi più tardi, cioè dopo aver vinto la coppa Italia. Oggi hanno problemi di risultati e continuità, ma la squadra c’è! Penso torneranno ai livelli di inizio stagione, anche se non so dirvi quando o come.

Avverte attrito tra Repesa e i giocatori? Oppure tra il tecnico croato e altre entità vicine alla Armani (dirigenza, tifo, giornali)?
Riguardo alla squadra non saprei.
Però è chiaro che, se la squadra perde, i giornali danno un voto basso a Repesa. Se la squadra vince, un voto più alto. Come dico sempre, “Gli allenatori sono schiavi dei risultati.” Ne so qualcosa io, fa parte del mestiere. Ma non dimentichiamoci che Repesa ha vinto scudetti con quattro diversi club in tre diversi paesi!

Passiamo dall’altra parte dell’oceano: gli Houston Rockets di Mike D’Antoni sono saldamente al terzo posto a Ovest guidati da un James Harden nella migliore forma della carriera. Crede che il sistema di gioco di D’Antoni possa portarlo al titolo NBA (magari già quest’anno)?
Quelli che attaccano il sistema di Mike sono quelli che non riescono a batterlo. “Non costruisco una torre più alta della tua, cerco di buttare la tua torre per Terra.”
Tante squadre hanno vinto titoli NBA giocando così, tipo i Lakers di Magic Johnson o i Boston Celtics anni ’50/’60. Il suo sistema può quindi vincere il titolo.

In conclusione ci conceda di cambiare sport: cosa ha provato da natio del North Side quando i Chicago Cubs hanno vinto la World Series lo scorso novembre? Abbiamo trovato una sua intervista del 2006 in cui diceva che ormai non ci credeva proprio più a un titolo…
Ho cominciato a crederci l’anno scorso, quando sono arrivati a un passo dalla World Series. Ho gioito in grande silenzio quest’anno. Niente festeggiamenti, solo un grande sospiro. Vederli vincere anche con gli attributi mi ha fatto grande piacere. Merito del CEO Theo Epstein e il manager Joe Maddon (vero cognone Madonnini, Italo-Americano).

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È convinto la vita sia una brutta imitazione di una bella partita di football. Telecronista, editorialista, allenatore. Vive di passioni quindi probabilmente morirà in miseria. Gioca a golf con pessimi risultati; ma d'altra parte, chi può affermare il contrario?