La libreria di MP: Antonio Donadio, “Calcio d’autore”

Un gol come una poesia, le folate di un Messi o la furia di CR7 come un gesto artistico – e, in quanto tale, portatore di una cultura nuova, se non rivoluzionaria. Quante volte il telecronista di turno usa o abusa delle parole, tentando di venderci le sue pentole come fossero le migliori?

È il contrario di quanto sceglie invece di fare Antonio Donadio, poeta e critico letterario, con il libro Calcio d’autore. Da Umberto Saba a Gianni Brera: il football degli scrittori, che con grazia ripercorre cent’anni di letteratura sportiva italiana, affrontando temi alti (vittorie e sconfitte) e bassi (parodie come Eccezzziunale… veramente), epica e tragedia (Superga su tutte).

Da “classici” come Umberto Saba (ma rivisti e corretti in analisi tutt’altro che banali) a contemporanei come Dante Maffia, la prima sezione del libro segue le virtù dei poeti che hanno parlato di pallone, mentre la seconda si rivolge alla parola scritta (Brera e Mura su tutti) quando non parlata; sullo sfondo di entrambe, un mondo del calcio inserito come cardine di un contesto culturale, capace di risvegliare le intelligenze più insospettabili (un nome solo: a uso degli snob, citiamo Pasolini).

Non manca la critica a come il telegiornalismo abbiamo via via svilito il proprio linguaggio e modo d’essere: dai funambolismi linguistici di un Carosio – che per primo traduce goal in rete e corner in calcio d’angolo, fino a quel cross che diviene traversone per diventare poi marchio di fabbrica di Bruno Pizzul – all’urlo educato di Nando Martellini, fino alla retorica dell’«Abbracciamoci forte e vogliamoci bene» del 9 luglio 2006.

Cólta ma accessibile, per palati fini ma senza elitismi, Calcio d’autore è una gustosa antologia glossata con garbo e leggerezza (secondo la lezione di Italo Calvino) che ha il pregio di analizzare l’intellighenzia e farla scendere dal piedistallo, per mostrarla al mondo: forse il tifoso più sfegatato non se ne accorgerà, ma i più spassionati non potranno non capire.

Se dovessimo proprio elencare una pecca, il volume si dedica esclusivamente ad autori italiani, lasciando da parte la produzione di grandi autori come Galeano, o Soriano; ma, come scrive l’autore in coda all’introduzione, si tratta di una «[p]roduzione meritevole di attenzione particolare: chissà che non possa essere soggetto di una prossima pubblicazione…». Se è necessario un invito a un secondo volume, raccogliamo: lo spazio c’è, nella speranza che Antonio Donadio possa presto mettersi nuovamente all’opera.

 

Si può parlare di letteratura sportiva? Di scrittore sportivo? […] La parola supera il puro dato sportivo trasfigurandolo in narrazione artistica. A predominare è l’elemento estetico.

~ Antonio Donadio

 

Antonio Donadio
Calcio d’autore. Da Umberto Saba a Gianni Brera: il football degli scrittori
Editrice La Scuola, Brescia 2016
Collana Orso Blu, n.79
ISBN 978-88-350-4583-0
160 pagine, 11.00 euro
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Cofondatore e vicedirettore, editorialista, nozionista, italianista, esperantista, europeista, relativista, intimista, illuminista, neolaburista, antirazzista, salutista – e, se volete, allungate voi la lista.