Il solito Karadeniz salva il Rubin in Macedonia

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Un gol di Karadeniz toglie ancora dai guai il Rubin, che esce comunque da Skopje con tante recriminazioni. Nonostante l’1-1 conquistato in Macedonia il discorso qualificazione rimane ancora aperto.

Si sapeva che ci sarebbe stato da soffrire e così è stato. A conti fatti un pari con gol per il Rubin non è un risultato negativo, anche se l’andamento della gara consegna ai russi un po’ di delusione. Dopo aver sbloccato la gara nella ripresa, con anche il vantaggio di un uomo in più, il Rubin ha messo in mostra tutti i problemi evidenziati da questo inizio di stagione, nel quale soltanto alla quinta giornata, sabato, la squadra di Bylyaletdinov è stata in grado di ottenere i primi punti, facendosi agguantare dai propri avversari nei minuti finali. Insomma, poteva e doveva finire con un altro risultato.

Per Kazan, città che fino a pochi anni fa era una tappa abituale delle coppe europee, e per il calcio russo, l’approdo alla fase a gironi è vitale. Il Rubin ha un coefficiente elevatissimo che gli permetterebbe di avere un raggruppamento alla portata. Inoltre, considerando il Krasnodar già ai gironi, sarebbe la prima volta per il movimento, da almeno un decennio, che tutte le squadre russe fossero in corsa in Europa fino a dicembre. Una boccata d’ossigeno clamorosa per un calcio che spesso ha buttato al vento occasioni d’esplosione definitiva proprio per sciagurate eliminazioni premature contro avversari di livello decisamente inferiore. Seppur in difficoltà, quindi, il Rubin non può fallire.

Per superare lo scoglio Rabotnicki Bylyaletdinov si affiderà a Gokdeniz Karadeniz, attaccante turco 35enne da una vita a Kazan. La bandiera tartara, dopo aver allontanato la crisi in campionato decidendo la sfida di qualche giorno fa sul campo del  Kuban, si è rivelato decisivo anche questa sera, siglando l’importante gol fuori casa che ha spostato per il momento la bilancia del doppio confronto a favore dei russi.

Dopo un primo tempo abbastanza titubante da entrambi i lati l’espulsione di Petrovic permette agli ospiti di alzare il baricentro e trovare al 70′ la rete del vantaggio proprio col sopracitato turco: un’azione molto bella, tutta di prima, libera Karadeniz, bravo ad approfittare della dormita della difesa locale e lesto a trafiggere il portiere con un colpo di testa che gli costa anche una contusione. L’emblema dello straordinario attaccamento alla maglia di Gokdeniz, e allo stesso tempo, di quanto il Rubin sia Karadeniz-dipendente. E, purtroppo, tutto questo ha più lati negativi che positivi, perchè l’attaccante turco difficilmente potrà tirare avanti per molte stagioni ancora….

L’uno a zero sarebbe un risultato perfetto, ma il Rabotnicki non ci sta e reagisce. All’84’ arriva il pari: lo stacco di Ristevski è imperioso ma la retroguardia del Rubin non rende onore ai tempi di Berdyev con Sharonov e Cesar Navas; pari probabilmente giusto, con il discorso qualificazione ancora aperto in Tatarstan. Il Rubin, seppur non in uno dei suoi periodi storici più strabilianti, riuscirà a far valere la sua storia e il suo nome o si farà sorprende da una comunque più che discreta squadra come il Rabotnicki? Appuntamento tra sette giorni per sapere la risposta.

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Grande appassionato di calcio russo, tifoso dello Zenit San Pietroburgo. Estimatore del calcio giocato nei luoghi meno nobili e più nascosti, preferirebbe vedere un Torpedo-Alaniya rispetto a uno Juventus-Milan.