Alberto Contador, El pistolero

Ultima tappa della Vuelta, la cronometro di Santiago de Compostela, epilogo finale del lungo cammino intrapreso dai ciclisti nel terzo grande appuntamento a tappe della stagione 2014. Una prova contro il tempo di 9.7 km, praticamente una passerella finale per i protagonisti con pochissime possibilità, quasi nulle, di stravolgere le prime cinque posizioni della classifica generale.

Alberto Contador “El Pistolero” è saldamente al comando e anche il miglior Froome in assoluto non sarebbe in grado di colmare quel gap di 1’37’ con così poca distanza a disposizione. Il binomio Vuelta-Contador resta dunque una certezza; quando ha partecipato alla corsa di casa, lo spagnolo ha sempre chiuso al primo posto: nel 2008 conquistando la rossa sull’Angliru e portandola fino a Madrid con Leipheimer secondo a soli 46’’, nel 2012 in un’avvincente sfida tutta spagnola con gli altri due tenori iberici Alejandro Valverde e Joaquim Rodriguez.

Il terzo titolo che si appresta ad arrivare, però, ha un sapore speciale perché ha quel senso di impresa sportiva. Quella di Contador, infatti, è stata una partecipazione strappata in extremis dopo averlo visto, solo qualche mese fa, distrutto su un letto con la gamba totalmente immobilizzata per via della frattura subita al Tour. Una grande forza d’animo e tanta volontà alla base di un recupero strepitoso, più veloce del suo avversario Froome, che ha dovuto attendere qualche giorno prima di carburare a dovere e tornare alle prestazioni che gli competono. Fondamentale è stata la cronometro della 10° tappa in cui Contador si è preso la maglia rossa e si è costruito quel vantaggio tale da permettergli di controllare il primato in maniera tatticamente perfetta sulle successive salite. A Borja è mancato Froome e per certi versi è stato un vero peccato perché una sua prova positiva nell’appuntamento contro il tempo avrebbe reso ancora più intensa e vibrante la sfida tra i due rivali.

Mentre la Vuelta si appresta ad andare in archivio per lasciare spazio al mondiale, si può già guardare al 2015 e a ciò che ci attende soprattutto per i colori italiani e per due ciclisti in particolare: Vincenzo Nibali e Fabio Aru. Il primo dovrà prepararsi alla sfida con Contador e Froome che è mancata purtroppo al Tour, il secondo, invece, proseguirà il suo processo di crescita con la speranza di trovarlo tra qualche anno sul gradino più alto di una grande corsa a tappe.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.