Storie di Provincia: la Sampdoria della prima Coppa Italia

Annoverare la Sampdoria tra le squadre di provincia potrebbe essere discutibile sia per motivi geografici che per la statura nazionale e internazionale che il club ha saputo meritarsi negli anni ’80 e ‘90. Tuttavia riandando nel tempo a quando la bacheca dei trofei della Sampdoria non riluccicava se non d’amor proprio, potremmo far risalire al 1985, anno della conquista della prima Coppa Italia, il passaggio dei blucerchiati dal rango di provinciale ‘di fatto’ a quello di ambiziosa società, in grado di ingaggiare campioni e competere con le grandi.

Gli anni ’70 avevano visto la Sampdoria scivolare in serie B, dove rimase per cinque lunghe stagioni, prima di centrare la promozione nell’anno di grazia mondiale 1982, ottenendo un secondo posto in serie B alle spalle del Verona. Ambedue le squadre avrebbero poi recitato un ruolo importante negli anni immediatamente successivi, riuscendo a ottenere quei successi in campionato, negati alla fine degli ’70 a Perugia e Lanerossi Vicenza.

Il ritorno della Sampdoria nella massima serie, consentiva al Presidente Paolo Mantovani di porre le basi progettuali per un rinforzamento progressivo della squadra che non solo la portasse a rimanere stabilmente nella massima serie, ma anche a insidiare il ruolo di Fiorentina, Napoli, Lazio e Roma, quali antagoniste primarie delle “grandi” Juventus, Milan ed Inter, senza escludere il sogno del traguardo più ambizioso.

L’allenatore della promozione era Renzo Ulivieri e la squadra era capitanata dall’ex interista di lungo corso, Scanziani. In rosa, anche il talento mai esploso Nicola Zanone e Luca Pellegrini, che invece accompagnerà il cammino della Sampdoria tra i grandi fino allo storico scudetto del 1991.

La squadra si rinforza innestando giocatori di valore assoluto: i due stranieri prescelti sono Trevor Francis, ex centravanti del Nottingham Forest campione d’Europa e Liam Brady, reduce da uno scudetto vinto come protagonista nella Juventus ma costretto a salutare la maglia bianconera solo dall’arrivo di Michel Platini. Con loro un talento assoluto del calcio italiano, il diciottenne Roberto Mancini, che poteva già vantare un anno di serie A con il Bologna (30 presenze e 9 gol) e un altro talento, che però rimase inespresso, Alviero Chiorri. In organico anche giocatori che avrebbero a lungo giocato con buoni risulati in serie A, come il difensore e centrocampista Renica.

Sotto la guida di Ulivieri (all’epoca era tecnico della primavera un certo Marcello Lippi), la Sampdoria partiva con ambizioni da grande e al debutto in campionato stese subito la Juventus a Marassi, con un gol del terzino Mauro Ferroni. Alla seconda di campionato, la Samp andò a vincere con l’Inter a San Siro, grazie ai gol di Francis e Mancini (intervallati da una rete dell’interista Hansi Muller), mentre alla terza s’impose in casa sulla Roma per 1-0, sempre con firma di Mancini. A questo inizio col botto, fece seguito un periodo di assestamento e risultati altalenanti. Tuttavia, malgrado i continui infortuni di Trevor Francis, tanto talentuoso quanto fragile, la resa finale si sostanziò in un corposo settimo posto finale, comunque positivo per una neopromossa.

La stagione 1983-84 vide la Sampdoria presentarsi al via con immutati ambizioni, corroborate dagli investimenti estivi del Presidente “Paperone” Mantovani (che del personaggio Disney richiamava le ricchezze dimostrando però ben altra generosità).
Arrivarono altri giocatori che avrebbero costituito l’ossatura del futuro, primo tra tutti Pietro Vierchowod, formidabile centrale difensivo, fresco di scudetto in giallorosso ed il mediano Fausto Pari. L’ossatura della squadra del 1991, si stava definendo. Nella casella talenti inespressi, la Samp arruolò un’ala destra proveniente dalla Juve, Domenico Marocchino. In porta, Ivano Bordon, ex nerazzurro ed eterno secondo di Zoff in Nazionale.

Ancora una volta la partenza fu lanciata ed ancora una volta ne fece le spese l’Inter nel proprio stadio, allorchè la Sampdoria si impose per 1-2 (Bini per l’Inter e poi una doppietta di Francis). Con lo stesso punteggio, la Samp alla settima giornata andò a vincere in casa della Juventus ( Rossi per la Juve, poi l’ex Brady e il futuro bianconero Galia). A fine stagione, la Sampdoria si confermò settima forza del campionato, sempre sotto la guida tecnica di Ulivieri.
Fu nella stagione 198-85 che la Sampdoria iniziò a scrollarsi di dosso la definizione di bella e incompiuta, raggiungendo il primo successo importante.
A Renzo Ulivieri subentrò in panchina Eugenio Bersellini, tecnico coriaceo, già vincitore di uno scudetto con l’Inter. Dal mercato arrivarono altri tasselli importanti: l’ex centrocampista leader del Liverpool, Souness (al posto di Liam Brady), e l’ex interista Beccalossi (altro grande talento solo parzialmente espresso ad alti livelli). Arrivarono altri tre giocatori che definiranno l’intelaiatura storica della Samp: la talentuosa mezzala Fausto Salsano, che avrebbe costituito una riserva di lusso, decisivo in tante partite da subentrato, il difensore Moreno Mannini e soprattutto un altro talento classe ’65, come Mancini con il quale andò a formare una storica coppia del gol, Gianluca Vialli.
In campionato, il balzo in avanti si concretizzò in un quarto posto, dietro il Verona campione d’Italia, Torino ed Inter. Ma fu in Coppa Italia che arrivò il successo tanto atteso. Dopo aver eliminato negli scontri diretti Pisa, Torino e Fiorentina, a contendere in finale il successo alla Sampdoria, fu il Milan allenato da Nils Liedholm.

Ad indirizzare l’esito finale, fu un gol di Souness a San Siro, che valse l’1-0 nella partita di andata.

A Marassi, l’impresa fu portata a termine dalla coppia del gol che avrebbe poi segnato il percorso della Samp negli anni a venire: prima un rigore di Mancini e poi il raddoppio di Vialli, stesero il Milan, nonostante un gol di Virdis ad accorciare le distanze. Era il 3 luglio 1985.
Quel giorno la Sampdoria entrava tra le grandi.

Milano, 30-6-1985: Milan – Sampdoria 0-1

MILAN: Terraneo, Baresi II, Tassotti, Icardi, Battistini, Evani, Verza, Wilkins, Hateley, Scarnecchia (46′ Russo L.), Virdis – All.: Nils Liedholm.

SAMPDORIA: Bordon, Paganin A., Galia, Pari F., Vierchowod, Pellegrini L., Scanziani, Souness, Francis (63′ Mancini R.), Salsano (87′ Renica), Vialli – All.: Eugenio Bersellini
Arbitro: Redini di Pisa
Rete: 24′ Souness.
Qui, il video della gara

Genova, 3-7-1985: Sampdoria – Milan 2-1

SAMPDORIA: Bordon, Paganin A., Renica, Pari F., Vierchowod, Pellegrini L., Scanziani, Souness, Mancini R., Salsano (88′ Casagrande), Vialli – All.: Bersellini.

MILAN: Terraneo, Baresi II (77′ Evani), Russo L. (46′ Scarnecchia), Icardi, Di Bartolomei, Tassotti, Incocciati, Wilkins, Hateley, Battistini, Virdis – All.: Liedholm.

Arbitro: Luigi Agnolin di Bassano del Grappa
Reti: 41′ rigore Mancini R., 61′ Vialli, 66′ Virdis
Qui, il video della gara

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Nasce nel 1972 a Roma, dove vive, lavora e tifa Fiorentina. Come Eduardo Galeano, ritiene che per spiegare a un bambino cosa sia la felicità, il miglior modo sia dargli un pallone per farlo giocare.