Esclusiva – Mondonico: “Juve e Napoli vicinissime. Io aspetto la chiamata giusta”

Emiliano Mondonico a tutto campo. L’ex allenatore di Atalanta, Toro e Fiorentina, a margine della manifestazione “Sapri Anni ‘60” nel Golfo di Policastro che lo ha premiato “alla carriera”, ha infatti parlato al nostro Francesco Lombardi dell’attuale momento del calcio italiano che, a suo dire, esce rinfrancato, rinnovato e rinforzato dalla campagna di trasferimenti estivi e che dunque “ha visto ridursi notevolmente il gap con gli altri grandi campionati europei”.

Un calcio italiano in ripresa, con il Mondo che vede tre squadre al di sopra delle altre: Juventus, Napoli e la “sua” Fiorentina.
La squadra di Conte è sicuramente la più attrezzata per vincere il campionato per la terza volta di fila –- dice Mondonico — Un gruppo affiatato che è stato completato con delle pedine importanti come Tevez. Detto questo, però, c’è da dire anche che il gap tra Juventus e Napoli mai come ora è diminuito, anche grazie all’affetto e all’entusiasmo senza confini che si respira in terra partenopea. Ecco, in questo momento storico in cui la parola chiave del pallone sembra essere “top-player” penso proprio di non essere smentito se dico che il vero top-player del Napoli è la sua gente e l’entusiasmo che genera: per un calciatore giocare in una piazza simile è il massimo a mio modesto avviso”.

Entusiasmo che dunque lima la differenza tra bianconeri e azzurri che invece in campo secondo l’ex trainer viola c’è ancora. “Sostanzialmente la differenza tra le due si può riassumente in questo concetto: nella Juventus Tevez non è obbligato a fare la differenza sempre e comunque così come nel Napoli toccherà ad Higuain. Mi spiego: Tevez è un ottimo giocatore, non lo scopro certo io, ma la Juve ha dei meccanismi che possono anche prescindere dall’argentino. Nel Napoli invece ciò non accade: Higuain raccoglie l’eredità di un certo Cavani, non so se mi spiego”.

Ma l’Higuain di Napoli-Bologna non è piaciuto tantissimo a Mondonico. “Avevo visto un giocatore stratosferico, in grado di fare sempre la differenza in Italia-Argentina. Domenica sera, invece, mi è sembrato un giocatore normale. Ovvio che però tra Italia-Argentina e Napoli-Bologna ci sono anche delle differenze sostanziali. Nella sfida di ferragosto tra le Nazionali tutti erano più “buoni”, si trattava di un’amichevole e non mi ricordo di aver visto una sola entrata come si deve di un giocatore come Chiellini, ad esempio. Quando invece le partite contano e ci sono in palio i tre punti diventa più difficile. Ma ripeto, siamo all’inizio: sono sicuro che il Pipita presto dimostrerà di essere un fenomeno anche nel campionato italiano”.

E dopo Juve e Napoli occhio alla Fiorentina. Credo sia la squadra che maggiormente si sia rinforzata rispetto all’anno scorso –- dice Mondonico, tifoso viola doc — Se riuscirà a trovare continuità arriverà sicuramente tra le prime tre. Dopo il buon campionato concluso al terzo posto quest’anno sarà l’anno della consacrazione per Montella: sono curioso di vedere come gestirà questa stagione. Gli manca un portiere? Non credo, Neto mi piace perché è un po’ folle, e quando si è giovani paradossalmente un po’ di follìa potrebbe essere d’aiuto, soprattutto in questo ruolo. L’importante è non mettergli troppa pressione, anche perché di grandissimi portieri in giro non ne vedo, se si pensa che è tornato di moda anche Julio Cesar, che nell’ultimo anno all’Inter non mi era sembrato più quello di una volta, è evidente che i numeri uno iniziano a scarseggiare”.

Ma il campionato appena iniziato sarà di alto livello, e dietro a queste tre squadre Mondonico vede le milanesi e le romane. “Il Milan dei tre ragazzini in avanti visto ad Eindhoven mi è piaciuto, mentre a Verona è stato poca cosa, ma è normale per due motivi: innanzitutto è bene che i tifosi sappiano che i giovani tanto ti danno ma tanto anche ti tolgono. E poi per noi italiani maestri di tattica giocare all’estero è più facile che farlo in Italia. Per questo sono convinto che potrebbe essere una grande stagione anche sotto il profilo europeo, nonostante la perdita di campioni come Cavani e Jovetic ne sono arrivati tanti altri di top-player. E poi la scuola italiana è sempre tra le migliori, non dimentichiamolo mai. Basta pensare che tutti i nostri allenatori all’estero sono tra i più apprezzati”.

È curioso di vedere l’Inter di Mazzarri (“il non giocare le coppe potrebbe facilitare il compito dei nerazzurri”), dispiaciuto che la Roma abbia perso Lamela (“un vero campione in grado di fare la differenza e con grandissimo margine di crescita”), si aspetta conferme dalla Lazio (“Pektovic con la Juve ha sbagliato, ma con l’Udinese ha fatto vedere delle buone cose”), vede le neopromosse tra le squadre più in difficoltà a mantenere la categoria senza ritocchi di mercato adeguati.

Questo il Mondo-pensiero dopo la prima giornata di campionato. Un campionato che ci porterà ai Mondiali brasiliani: la Confederation Cup ha fatto capire che l’Italia è ancora leggermente indietro a Brasile e Spagna ma comunque in grado di giocarsela. Non esiste insomma il gap enorme di qualche tempo fa. Mondonico su questo tema è pragmatico: “Se giochiamo da Italia possiamo giocarcela con chiunque, se invece vogliamo giocare da Brasile o da Spagna allora si fa dura”. Non crede ai ritorni eccellenti in azzurro: “È stata tracciata una linea giovane, perché tornare indietro proprio ora?”.

In Serie B, invece, è il Pescara la squadra da battere. “Potrebbe essere il Sassuolo dell’anno scorso –- dice –- e anche il Siena è mica male. È ovvio che poi tra le pretendenti ci siano il Palermo di Gattuso, che mi incuriosisce molto nella veste di allenatore, e il Novara di Aglietti, nonostante la sconfitta di Avellino. Stento a capire, invece, di che pasta sia fatto il Padova”.

Sul possibile sciopero dei giocatori della Lega Pro per l’obbligo di schierare i giovani, Mondonico va controcorrente: Credo sia giusto ringiovanire questi campionati, non devono diventare i tornei di chi decide di svernare. Ben vengano i giovani, insomma. Corrono il rischio di bruciarsi? Non credo. Se uno è bravo gioca a diciotto anni e poi anche a diciannove o venti… Se non lo è allora è giusto che faccia altro. La possibilità di emergere gli è stata data”.

Per concludere: Mondonico è ormai un personaggio della tv? “Assolutamente no: Mondonico è un allenatore che aspetta la chiamata giusta. E che ha tanta voglia di divertirsi ancora”.

Francesco Lombardi, profilo Twitter @France979

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