Esclusiva Mp – Claudio Gentile: “Juventus, adesso guarda al futuro. Nel nostro calcio? Nulla è cambiato e io…”

Dopo la sfida di ieri sera tra Juventus e Bayern Monaco abbiamo sentito un ex calciatore bianconero, Claudio Gentile. Il difensore, campione del mondo nel 1982, ha analizzato la sfida dei torinesi, ammettendo la superiorità dei tedeschi. Ha poi constatato cosa sia cambiato nel nostro calcio, apprezzato il lavoro di un’altra sua ex, quale la Fiorentina ed ecco, invece, cosa pensa sul percorso dell’under 21. 

Iniziamo dalla prova in Champions League della Juventus.
Io credo che la squadra bianconera possa ritenersi comunque soddisfatta perché ha sì perso, ma contro un avversario nettamente più forte e più esperto. Biosgna riconoscere che il Bayern Monaco ha vinto anche grazie alla maggiore esperienza in ambito europeo.

La differenza di budget tra le due società è evidente, ma c’è da considerare lo sperpero negli ultimi anni della Juventus. Basti pensare che il Bayern ha acquistato Mandzukic a tredici milioni, mentre la Juventus con cinque in più ha preso Isla.
In due anni la Juventus ha vinto un campionato e mezzo. La campagna acquisti, dunque, in territorio nazionale, è stato più che positiva. Adesso sono arrivati tra le prime otto in europa, altro risultato di grande spessore. Bisogna lavorare sul campo per chiudere il discorso campionato e poi farsi valere sul mercato, continuare a costruire un ottimo progetto, senza scoraggiarsi ma capendo gli errori e ripartendo da lì.

Se la Juventus ha mostrato evidenti limiti con il Bayern Monaco è sicuramente colpa di un calcio italiano non più all’altezza, considerato che in ambito nazionale i bianconeri fanno quel che vogliono. Come si può migliorare la situazione, considerato, comunque, che la crisi economica come in Italia c’è in Spagna.
Il campionato italiano, indubbiamente, ha perso qualità poiché le società devono badare al bilancio che deve risultare sempre positivo. Un tempo avevamo i migliori stranieri degli altri campionati, adesso sono i nostri ragazzi ad andare in altri campionati. Comunque, non dimentichiamo che il Bayern Monaco ha vissuti anni bui e poi si è rialzata. Negli ultimi anni ha sfiorato più volte la vincita della coppa, arrivando sempre tra le prime quattro.

Nella carriera agonistica ha svolto spesso il ruolo di terzino. Negli ultimi tempi si sta affermando il giovane De Sciglio, ma uno solo non basta. Non è preoccupato dalla penuria di difensori validi italiani?
Purtroppo il pieno sviluppo dei nostri ragazzi viene meno poiché i settori giovanili sono pieni di stranieri che costano meno e non hanno pretese. Però, c’è da dire che siamo migliorati nel reparto avanzato (ride, ndr.) con El Shaarawy e Balotelli.

Da esterno, crede stia cambiando qualcosa nel nostro calcio ad alti livelli oppure si rimane ancora chiusi nelle proprie idee? Per esempio, in serie B, il presidente Abodi ha avanzato una stuzzicante idea quale la “salary cap” ma quando si è trattato di essere eletto in serie A non è nemmeno stato preso in considerazione…
Beh, ha già detto tutto lei: purtroppo nel nostro calcio non è cambiato assolutamente nulla e ne paghiamo le conseguenze sul campo, le sconfitte non sono altro che frutto di un lavoro non ottimale anche a livello dirigenziale.

Tornerà ad allenare?
No, per il momento no perché io “purtroppo” non appartengo a nessun recinto. Il mio è un “purtroppo” ironico perché sono fiero di non avere favori, nel mondo di oggi funziona così.

Con tanti anni alle spalle di under 21 pensa che gli azzurri di Mangia possano portare a casa l’Europeo?
Partiamo dal presupposto che il collettivo mi sembra molto buono, però, in queste competizioni, per essere giudicati, conta solo vincere. Vedremo cosa faranno a Giugno, hanno buone possibilità.

È vero che la Libia, dopo la caduta di Gheddafi, l’aveva chiamata per allenare la nazionale?
Sì, c’era stata una trattativa molto avanzata di cui poi non si è fatto nulla causa problemi burocratici del paese africano.

Con la Fiorentina, da calciatore, un rapporto da “odi et amo”. Segue ancora la squadra viola? E se sì, come giudica il lavoro di Montella?
La società ha operato molto bene in sede di mercato, ha creduto nei propri giovani portando idee innovative. Ha ottenuto ottimi risultati ma, come dicevamo prima per la Juventus, il difficile sta nel potenziare un organico già forte, anche a causa di questa “crisi economica” che di certo non consente di portare campionissimi.

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Nasce nel 1993 a Reggio Calabria, ama lo sport e il giornalismo fin da giovanissimo; frequenta la facoltà di Giurisprudenza e dal settembre 2010 collabora con TuttoReggina.com e GenerazioneDiTalenti.