Il calcio che non vedi – Le triangolazioni del Toro, il fraseggio nello stretto del Tolosa

Questa settimana vogliamo aprire con la massima Serie della nostra penisola per poi spostarci a latitudini e longitudini sempre più distanti alla ricerca di episodi calcistici notevoli che si prestino alle nostre analisi tecnico-tattiche.

Partiamo allora dalle belle maglie di gioco cucite dal Torino nel match del Dall’Ara che li vede ospiti del Bologna in uno scontro per maggiori garanzie di salvezza, salvezza in realtà già molto probabile per entrambe le formazioni che – a ribadire il pari valore in campo – terminano la sfida sul 2-2. Non è certo la prima volta che il Torino di Ventura si mette in mostra per la buona costruzione di gioco, soprattutto nel corso di questo girone di ritorno, e anche in quest’occasione Cerci e compagni non sono stati da meno. Il pareggio granata arriva all’ultimo istante in una fase di gioco che oramai aveva perso ogni parvenza di organizzazione tattica, ma prima il calcio del Toro è stato ben diverso. Qualche buono spunto non è mancato neanche nel corso della ripresa come anche in avvio di gara, ma l’episodio più emblematico che qui interessa sottolineare avviene in pieno primo tempo sul punteggio di 1-0 per il Torino: l’azione origina all’altezza della propria area di rigore sulla fascia sinistra e vede in rapida sequenza l’esecuzione di una doppia triangolazione – quasi tripla, almeno nelle intenzioni, se si considera l’ultimo passaggio/cross dalla sinistra per l’attaccante granata – perfettamente eseguita di prima che porta Barreto a crossare dal capolinea della stessa fascia sinistra per un Meggiorini di poco in ritardo per l’appuntamento con il pallone e, dunque, con il raddoppio del Toro.

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Al di là del bell’effetto visivo e lampante dovuto alla perfetta geometria della rete granata abilmente disegnata a un tocco sul manto erboso con il coinvolgimento di tutti i reparti del Torino, cerchiamo di indagare meglio e la struttura di tale esecuzione e la disposizione delle ‘maglie’ avversarie che ne hanno permesso la buona riuscita. Da un punto di vista strettamente geometrico, i triangoli disegnati dal Toro risultano molto larghi e con un’ampiezza non eccessivamente ristretta – aspetto che dovrebbe teoricamente favorire l’intercettazione delle traiettorie da parte dei giocatori del Bologna – ma la precisione millimetrica di ogni singolo passaggio ne segna comunque la buona riuscita. Rivedendo l’azione, infatti, il Bologna non sembra particolarmente sbilanciato né disposto male, ma semplicemente meno reattivo e veloce degli avversari che riescono puntualmente ad arrivare per primi sul punto di ricezione e conseguente battuta grazie a un movimento a ‘elastico’ che contribuisce certo all’anticipo dell’avversario. Triangolazione TorinoUltima nota riguarda l’ultima chiusura della triangolazione a opera di Meggiorini, il quale poi continua a partecipare all’azione puntando in area di rigore e cercando di ricevere nuovamente sul cross di Barreto: l’angolo di uscita della traiettoria qui è necessariamente più ampio dei precedenti al fine di permettere lo sprint sulla fascia del compagno e ciò non può non imprimere un rapido cambio di marcia alla manovra granata che si proietta così in piena fase offensiva.

 

E continuando a parlare di triangolazioni – in questo caso, in realtà, si tratta di classici ‘dai e vai’ – seppur molto più strette e un po’ sporcate dall’intervento degli avversari, non possiamo fare a meno di segnalare la splendida azione che porta, in Ligue 1, il Tolosa in momentaneo vantaggio – la partita, ricca di gol, si chiuderà con un rocambolesco 4-3 per gli ospiti – sul Nizza. Siamo al 20′ del primo tempo e in situazione di parità fra le due squadre quando Capoue e Ben Yedder mettono in scena un mix di precisione, eleganza e intuizione che, coadiuvate da una splendida intesa fra i due, portano il centrocampista francese a chiudere, a tu per tu con il portiere avversario, il tutto in bellezza con un bel tocco sotto che deposita la palla in fondo alla rete. L’azione prende le mosse dallo stesso Capoue che, dopo essere riuscito a passare la palla a Ben Yedder, riceve di ritorno dallo stesso la sfera e, inciampando anche contro qualche avversario, riesce a servire di nuovo il compagno; segue lo scatto dentro l’area dell’uno e il passaggio smarcante dell’altro per una conclusione perfetta che segna il momentaneo 2-1.

http://www.youtube.com/watch?v=-ctRp0WTZcA

Ciò che maggiormente colpisce è senz’altro la determinazione – quasi ostinazione a dire il vero – di Capoue nel voler penetrare la difesa avversaria con il suo sprint determinante in area e lo splendido passaggio filtrante servitogli su un piatto d’argento dal compagno Ben Yedder, con il quale aveva duettato appena un secondo prima. Il giovane attaccante del Tolosa – non a caso con trascorsi importanti nel calcio a 5 – è abilissimo nel ricevere palla, stopparla portandosi leggermente in avanti e con una posizione del baricentro ottimale e – il tutto in una frazione di secondo – servire di esterno sinistro, con tocco elegantissimo e di una precisione al millimetro che non può che mandare in porta lo stesso Capoue, certamente elegante anche lui nella conclusione.

Passiamo ora nel continente sud americano dove chiudiamo con la splendida triangolazione che porta il Brasile a siglare la quarta rete nell’amichevole contro il Bolivia andata in onda sabato sera. Leandro Damião e la doppietta dell’implacabile Neymar impostano il tabellone parziale sullo 0-3 ma la vera perla – almeno da un punto di vista tattico – arriva in pieno recupero grazie all’ottimo dialogo tra i brasiliani che portano in rete LeandroPaulinho riceve da Osvaldo, scambia con Pato che di prima intenzione apre sulla sinistra per lo stesso Osvaldo abile a servire, sempre di prima, Leandro dall’altra parte dell’area di rigore, il quale non deve far altro che depositarla in rete.

http://www.youtube.com/watch?v=i-5Bv3BqXus

Anche qui deliziosa la rete di passaggi dei quattro brasiliani e determinante l’iniziativa di Osvaldo che, dopo aver passato la palla a Paulinho, scatta in profondità facendosi vedere da Pato e serve poi il compagno con l’assist decisivo, non troppo avanti dove sarebbe facile preda del portiere boliviano né troppo indietro dove favorirebbe l’intervento del difensore in marcatura del giovane Leandro che si trova così nella condizione migliore per siglare il poker verdeoro.

 

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Nasce nel 1986 a Terni. Nel 2010 consegue la laurea in Lettere. La passione per il calcio, unita a quella per la scrittura e per la linguistica lo portano ad avventurarsi nel campo del giornalismo sportivo. Email: dgubbiotti@mondosportivo.it