Liberalismo o moralismo? Salary Cap!

Quando si parla dei calciatori e del loro stipendio è facile sbattere contro frasi del tipo “Tutti quei soldi per correre dietro a una palla” oppure “Non hanno nemmeno la terza media: si dovrebbero vergognare”. Interrogarsi sulle varie stranezze di questo mondo conduce sempre in un tunnel senza uscita, perciò il più delle volte preferiamo non pensare e tirare diritto. Personalmente mi viene spesso da obiettare ai “moralisti” che chi paga, in questo caso un presidente, lo fa di tasca propria e perciò non deve giustificarsi con nessuno. Venisse un paperone da voi a dirvi “Guarda, divertiti ed io ti garantisco 1 milione di euro all’anno”, vorrei vedere se avreste il coraggio di rifiutare. Nella vita si cerca di campare facendo ciò in cui si riesce meglio: se giocare a pallone comporta un guadagno importante, buon per chi si addobba di tuta e tacchetti e comincia a correre.

Già, ma allora perché quando Andrea Abodi ha ufficializzato il Salary Cap per la Serie B a partire dalla prossima stagione ho percepito quell’odore di svolta? Innanzitutto spieghiamo in cosa consiste la novità: le squadre del torneo cadetto, da luglio in poi, non potranno superare il limite di 150mila euro come base fissa e di altrettanti come cifra variabile per gli ingaggi dei propri tesserati. E’ un cambiamento se non epocale almeno anticonformista e insolito nell’ambiente; siamo abituati a viziare i viziati, quindi ci sembra strano che un’istituzione ponga loro un freno. A tal proposito vorrei aprire una parentesi sul protagonista, Abodi appunto, che la Serie A non ha voluto mettere al posto di Beretta. Un volto giovane e fresco contro uno ormai riconoscibile da un miglio, un progressista contro un conservatore, un capo incline a toccare con mano le numerose realtà di una categoria contro un vecchio burocrate avvezzo alla poltrona: per Beretta, in questa nazione e in questo calcio, era troppo facile vincere.

Ma come, direte, da liberale sei già diventato moralista? Non è vietato possedere due anime, basta toglier loro le catene. Se il Salary Cap può realmente portare dei vantaggi ad un campionato, equilibrando la lotta tra le componenti e permettendo alle idee, una volta tanto, di battere il denaro, perché non appoggiare la scelta eroica di Abodi? Il Salary Cap, in particolare, promette una maggiore continuità nel tempo per la stabilità dei club: ammortizzando i costi risparmi e, di conseguenza, sei costretto a puntare sui settori giovanili. E’ questa la strada per il futuro, lo sappiamo tutti da un pezzo. Prima o poi, nonostante le resistenze peraltro flebili e illogiche, anche la Serie A si renderà conto che non si può prescindere dal cambiamento, delle facce e dei concetti. Spero solo non si gridi allo scandalo: liberale sì, ma date a me 150mila euro e, seppure i piedi non siano educatissimi, giuro di sbranare l’erbetta.

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Scrive per "Il Quotidiano della Calabria" e "Il Crotonese". Classe '92 ma già con una discreta esperienza alle spalle: ha collaborato con diversi siti internet e anche con la romana Radio Ies. Tra i superstiti del primo MP.