Cosa ci piace di questo calcio?

Forza, proviamo a darci una risposta. “Cosa ci piace di questo calcio?” In redazione ce lo chiediamo spesso: cos’è che a noi, italiani, fa così impazzire di questo sport? Perché ci attira così tanto, a tal punto da parlarne ogni istante della nostra vita, al bar, all’ufficio, con gli amici, dal barbiere? Ce lo chiediamo spesso – vi dicevamo – tra una chiacchiera e l’altra, una riunione e un caffè, ma una risposta non riusciamo mai a darcela. Una risposta chiara, efficace, definitiva.

Le ipotesi sono tante: “Ci piace, magari, perché è uno sport le cui squadre rappresentano le città in cui viviamo”, e ovviamente si fa il tifo per esse. Ma lo sappiamo tutti: di tifosi juventini se ne trovano anche giù in Calabria, per dire; così come il centro Italoa è un variegato di passione per le squadre del nord, e le Marche, l’Abruzzo, sono regioni multicolore. “Allora – ragioniamo – molto può dipendere dal blasone della squadra che si tifa, dalle sue vittorie, dai suoi giocatori. Quel campione, quel periodo storico specifico, ha fatto sì, magari, nascere l’amore verso tale squadra, tali colori. Magari un ragazzo dell’80 nato a Genova si è innamorato del calcio grazie a Van Basten ed è diventato Milanista”. Ipotesi plausibile. Ma cosa, però, ha fatto scattare la scintilla? Cos’è, in questo sport – per noi magnifico – che ci fa continuamente sognare, ci fa abbonare alle pay-tv, ci porta allo stadio, ci fa accendere la radio in macchina?

Insomma: perché amiamo il calcio? Fidatevi: una risposta concreta, definitiva, non c’è. Lo amiamo e basta. E’ uno sport che sentiamo sulla pelle, perché noi, italiani, così come molti altri popoli sulla terra (vedi gli argentini per esempio, o i brasiliani. Anche gli inglesi) siamo talmente passionali da soffrire, di domenica in domenica, sperando che quel benedetto pallone vada dentro.

La splendida rubrica di Francesco Loiacono, Un altro calcio, un giorno riuscirà, forse, a fornirci una risposta valida in merito, magari riportando le idee di un luminare. Fino ad allora, restiamo così, in questo limbo di inconsapevolezza, ognuno con la sua passione ma tutti convergenti in quella che negli anni matura e diventa una vera e propria… fede. Già, una fede. Proprio come quella del neo Papa per il suo San Lorenzo. Una fede che porta voi a cercare notizie e approfondimenti, per diletto o per informazione; noi, a frugare tra gli archivi storici e mentali per proporre rubriche, curiosità, storie, da leggere tutte d’un fiato. Sperando, ovviamente, di piacervi. Perché se non ci avete fatto caso, qui su MondoPallone il calcio… lo raccontiamo, già, ma soprattutto lo viviamo. E non abbiamo timore nel dire che siamo diversi da tutti gli altri. Noi scriviamo per diletto, nostro e vostro. Il calcio ci piace, lo sport ci piace, ma così come per voi… anche per noi non c’è un dato perché. Abbiamo esultato agli Europei, lo abbiamo fatto un paio di giorni fa contro il Brasile ai gol di De Rossi e SuperMario, lo facciamo di domenica in domenica, lo faremo in Brasile nel 2014. Seguiamo il calcio di tutto il mondo, anche quello femminile, e fidatevi: è tutta questione di passione. Inconsapevole e forse ingiustificata, ma lo è: pPassione pura. Che nessuno sa da cosa nasce, né dove porterà; ma sentiamo che c’è, e – so che sarete d’accordo – quando si accende… si fa veramente sentire.

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Appassionato di sport – calcio, NFL e tennis su tutti. Direttore di MondoPallone.it, giornalista e telecronista di Sportitalia. Ottimista e molto (troppo) frenetico. Email: amilone@mondosportivo.it