Giusto giocare?

Il maltempo non sembra dare tregua all’Italia e all’Europa nonostante la primavera sia ormai alle porte. A farne le spese è anche il mondo del calcio e dello sport con una Milano-Sanremo orfana del passaggio del Turchino e della salita della Manie a causa della neve e il posticipo Sampdoria-Inter rinviato per l’allerta meteo. Decisioni che hanno fatto storcere il naso a qualche appassionato; per una volta, però, la dura legge dello spettacolo a ogni costo è stata messa giustamente da parte per difendere la sicurezza dei ciclisti nel primo caso e dei tifosi nel secondo.

In serata, invece, si è giocata sotto la neve la gara di Torino tra i granata e la Lazio di Petkovic. Una partita trasformata con il passare del tempo in una pista di pattinaggio dove Isolde Kostner avrebbe avuto più possibilità di successo di Bianchi e Kozak. Da appassionato di calcio ci si chiede perché debbano essere giocate per forza gare come questa o come Parma-Roma dello scorso anno o Lech Poznan-Juventus di una passata Europa League con ventidue calciatori in difficoltà su un campo visibilmente impraticabile. C’è poi il caso estremo capitato di recente in Kazakistan dove l’eccessiva fiscalità del direttore di gara non si è fermata nemmeno davanti a un terreno di gioco trasformato in un lago. Il pallone colorato, la neve a bordo campo e i campi pesanti mantengono un certo fascino per il tifoso, questo è innegabile, ma quando vengono rese impossibili anche le cose più semplici come il controllo del pallone o un passaggio allora le cose cambiano e fermarsi forse sarebbe la cosa più giusta per non snaturare l’essenza del gioco del calcio.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal. Email: emodugno@mondosportivo.it