Carlo Sassi: “Il gol di Turone? Da annullare, moviola ritoccata”

la_moviola_accusaA trentadue anni di distanza dal “fattaccio” del 10 maggio 1981, l’ex moviolista della Domenica Sportiva Carlo Sassi interviene sull’infinita vicenda con una rivelazione a sorpresa: la moviola dello scandalo, quella che aveva sancito la regolarità postuma del gol, fu truccata. Quel gol era davvero da annullare. “Il gol era in fuorigioco, era oltre la linea, poi però a Roma con un marchingegno particolare dimostrammo che non era in fuorigioco. Ma non era vero perchè hanno non dico barato, hanno… non era perfetto quel macchinario, lo hanno ‘acchittato’, Turone era in fuorigioco”.

In risposta a Carlo Sassi è già intervenuto Gianfranco De Laurentis: “Moviola su Turone truccata? Impossibile. La moviola si faceva a Milano, Roma non c’entra a livello tecnico: bisogna tenere conto del fatto che solo dal 1990 la Capitale è entrata nel merito della moviola. Solo qualche anno dopo quel gol con il Telebeam [ndr era una versione “evoluta” della moviola, oggi ricordo folkloristico della tecnologia andata, come i videogame di space invaders] si è riusciti ad introdurre una tecnologia più complessa nella moviola: grazie ad una ricostruzione grafica delle posizioni dei giocatori in campo si poteva produrre un’analisi più dettagliata delle azioni ma questo sicuramente non significava una manipolazione o una modifica dei contenuti.”

“Er gò de Turone” (così Massimo Zampini ha intitolato un suo libro, dedicato alle vicende di uno juventino a Roma) sarebbe un falso storico. Riabilitato anche Prandelli: l’odierno CT della Nazionale, all’epoca dei fatti non teneva in gioco il difensore giallorosso. Vicenda assurta a dimensione mitica, come gli Ufo nell’Area 51, è diventato per antonomasia l’episodio che avrebbe dovuto dimostrare la natura tiranna e padronale della Juventus e la persecuzione calcistica della società romana. Quella partita, considerata dai tifosi romanisti come la madre di tutti i furti bianconeri, avrebbe risolto a favore dei giallorossi la volata allo scudetto del 1980 – ’81. Invece, di quell’incontro rimasero i parastinchi di Falcao spezzati da un’entrata di Furino, la famosa frase dell’Ing. Viola, presidente giallorosso, “Abbiamo perso lo scudetto per una questione di centimetri” e un righello d’oro che Boniperti fece recapitare al Presidente giallorosso. Ad alimentare indirettamente la polemica, l’anno successivo fu la Fiorentina, sentitasi defraudata per un gol annullato a Graziani nell’ultima decisiva giornata, coniando lo slogan “meglio secondi che ladri” e poi il Verona, per gli episodi capitati in un “derby” di Coppa Campioni contro la Juventus. Ma la vera vittima della vicenda fu Maurizio Turone, detto “Ramon” ma ancor più noto ai posteri come “Quello del gol annullato”. A lui, da quella volta, non è passato giorno in cui qualcuno non abbia chiesto la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità su “er gò de Turone”.
Del resto, ancora oggi, a rivederlo a velocità naturale, restano forti dubbi. O no?

Condividi
Nasce nel 1972 a Roma, dove vive, lavora e tifa Fiorentina. Come Eduardo Galeano, ritiene che per spiegare a un bambino cosa sia la felicità, il miglior modo sia dargli un pallone per farlo giocare. Email: pchichierchia@mondosportivo.it