Gli Scontenti della Serie A

Nella ventinovesima giornata di campionato di Scontenti ce ne sono parecchi. C’è l’imbarazzo della scelta per stilare il nostro podio, ma intanto vediamo chi gira intorno alla vetta della Scontentezza. Di certo il Genoa di Ballardini recrimina per la sconfitta rimediata contro la Fiorentina. Tzorvas ci mette tanto del suo e i rossoblù rimpiangono la possibilità di racimolare anche un solo punticino utile per scrollarsi sempre più il terz’ultimo posto che li vede invischiati con il Siena. Il Palermo è sempre più in caduta libera, ma forse più che Scontenti i rosanero rasentano ormai una più triste rassegnazione. Anche l’Atalanta è andata vicino al colpaccio al San Paolo di Napoli, con tanto di gol dell’ex Denis, ma Cavani è tornato …  e a Pandev è capitato uno dei suoi rari colpi. E infine il Parma di Donadoni, che fa ancora fatica ad uscire da un brutto tunnel.

La Top3 degli Scontenti.

LAZIO: altro stop. La banda di Petkovic ha smarrito quella continuità in campionato che l’ha resa un rullo compressore nel girone d’andata. Il tecnico biancoceleste non sa più a che santo votarsi. Sì, in parallelo la formazione laziale sta proseguendo il percorso europeo, ma contro il Torino per gli aquilotti è stato buio pesto, mescolato con la foschia e la neve che hanno abbracciato la città.

DANIELE SEBASTIANI: il presidente del Pescara è Scontento che di più non si può. Messo il cuore in pace per l’imminente retrocessione matematica, il numero uno dei Delfini ammette il cattivo destino che sta avvolgendo sempre più la formazione abruzzese. La ventinovesima giornata di campionato però fa sbottare il presidente per le affermazioni dell’arbitro del match Mazzoleni al novantesimo minuto (“Dovete parlare bene in settimana”). Brucia, brucia maledettamente l’andamento triste della squadra, così tanto rivelazione lo scorso anno in Serie B, così tanto delusione in massima serie  quest’anno.

FRANCESCO GUIDOLIN: la favola Udinese degli anni scorsi quest’anno non si è ripetuta. Il fastidio del tecnico friulani nei confronti della prestigiosa posizione in classifica del Catania non è passato, anzi, si è acuito. Lo scontro diretto con gli etnei per la rincorsa all’Europa è stato perso, e malamente anche. La Scontentezza dell’allenatore bianconero comunque non si è placata e non si placherà mai forse fino a Maggio. E, prima di pensare alle posizioni in classifica delle dirette concorrenti, che si rifletta sul motivo per cui la propria squadra non è riuscita ad entusiasmare durante l’intera stagione.

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Nato a Catania il 10 giugno 1987, si è laureato in Scienze della Comunicazione a Bergamo, dove ha cominciato l’attività pubblicistica collaborando con Bergamo&Sport, Bergamosportnews.it e Itasportpress.it. Segue con passione il calcio a tutti i livelli.