Sinisa Mihajlovic a 360°: “Mi farebbe piacere allenare l’Inter… ma da tifoso spero che Strama e la squadra centrino la Champions”

Un’intervista a 360° con Sinisa Mihajlovic. Alla ‘Gazzetta dello Sport’, l’ex calciatore della Lazio ha parlato di tutto: Champions League, il suo futuro da allenatore, Juventus e chiaramente… Inter.

Proprio sulla squadra nerazzurra, l’ex allenatore di Catania e Fiorentina ha affermaoto: “Non voglio essere frainteso. Non sono uno che si autocandida, non amo chi trancia giudizi dall’esterno e detesto chi sta appollaiato a gufare. Ma non ho mai tradito un sogno e non sono un ipocrita. Per cui se mi chiede se spero un giorno di allenare l’Inter le dico sì. E lo ripeto mille volte. Mi fa piacere se il mio nome viene accostato alla panchina nerazzurra. Ma voglio troppo bene all’Inter per augurarmi che vada male per poter finire tra i “candidati”: per cui, da tifoso e da ex, spero che Stramaccioni e la squadra possano centrare un posto in Champions e magari trovare una incredibile rimonta col Tottenham. Io una panchina già ce l’ho, sono orgoglioso di essere c.t. della Serbia“.

Insomma, qualora servisse per il futuro, Mihajlovic non si tirerebbe di certo indietro. Tornando alla Champions League e alla clamorosa sconfitta del Milan a Barcellona per 4-0, il cittì serbo dichiara: “Quando il Barcellona gioca così, a quei ritmi, con quella velocità non ce n’è per nessuno. Una delle squadre più forti di sempre: se trova la giornata giusta non ci sono rimedi – dice – Devi essere perfetto a livello difensivo e sperare che loro abbiano una giornata storta. E non puoi sbagliare l’occasione se ti capita. Se il Milan con Niang avesse fatto l’1-1 forse… Ma l’impressione è che se il Barca avesse avuto bisogno di altri due gol, avrebbe fatto anche quelli. La Juve in questo momento è più forte del Milan. Ma se il Barca gioca come martedì, non ce n’è neanche per la Juve. Troppa differenza tra i giocatori. L’unicità non è rappresentata solo da Messi. Nessun altro ha Xavi e Iniesta. Gioco noioso? Si per gli avversari”.

Un ultimo sguardo all’Inter: “Erano partiti male, poi si sono ripresi, poi deve essersi rotto qualcosa. I giocatori sembrano nervosi, hanno perso la fiducia, forse è subentrata la paura. E’ il momento di restare uniti, serve l’apporto di chi ha più esperienza. Auguro a Stramaccioni di trovare le soluzioni giuste. Se lo merita lui, e soprattutto, Moratti – conclude Mihajlovic che svela un segreto, la gestione del gruppo – Ho fatto il calciatore ad alti livelli per 20 anni. Un vantaggio. Perché so cosa un giocatore può pensare o provare in certi momenti. Ad allenare oggi sono bravi quasi tutti, la cosa più difficile è la gestione del gruppo. Da Ct ho fatto visita ai maggiori tecnici europei: da Mourinho a Guardiola, da Klopp a Wenger, da Ferguson a Mancini. Ho studiato metodi di allenamento, tattiche, uso delle tecnologie. Ma per tutti il segreto è uno: la gestione del gruppo, entrare nelle teste, tirare fuori il meglio. Fissare delle regole. E farle rispettare“.

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Giornalista pubblicista nato a Moncalieri il 9/7/86, vive a Formia (LT). Vicedirettore di MondoPallone, telecronista, opinionista e co-conduttore del programma #FuoriGGioco. Adora il calcio estero e la NBA. Email: miannotta@mondosportivo.it