La notte del Camp Nou

Ci siamo. Tra poche ore inizierà la lunga serata di passione dei tifosi milanisti. Il fischio d’inizio dell’ungherese Kassai concluderà un’attesa fatta di speranze, sogni e scaramanzie per dare il via ad un nuovo conto alla rovescia, quasi interminabile, di novanta minuti o forse più in caso di eventuali supplementari. Il Milan ha la grande possibilità di centrare un’impresa che appariva impensabile dopo il nefasto abbinamento uscito dall’urna europea. Per conquistare l’obiettivo Allegri e la sua squadra dovranno uscire indenni dalla temibile bolgia del Camp Nou, emulando ciò che fecero i cugini nerazzurri sotto la guida di Mourinho.

Il pensiero va indietro nel tempo e arriva a qualche mese fa quando il Milan appariva una squadra persa, lontana parente di quella che aveva vinto uno scudetto e ne aveva sfiorato un secondo in un testa a testa avvincente con la rivale Juventus. Le cessioni di Ibra e T.Silva sono state il primo sintomo di una spaccatura tra dirigenza e tifoseria che finì con il coinvolgere anche alcuni giocatori, contestati per le loro scarse prestazioni in campo. Un tunnel dal quale non si vedeva luce.

Tutto improvvisamente è cambiato da metà novembre dopo l’incredibile disfatta casalinga contro la Fiorentina. Galliani e Berlusconi hanno confermato Allegri nonostante le pressioni esterne e il tecnico livornese ha ripagato la loro fiducia trovando sette punti in un trittico da brividi (Napoli-Juventus-Catania). Ad Allegri va senza dubbio il merito di essere riuscito a trovare la quadratura; è stato l’artefice di una resurrezione che ha riportato sulla strada giusta uno spogliatoio dominato dal nervosismo e con la testa forse distaccata per quanto avvenuto in estate.

Il passaggio del turno contro il Barcellona, nonostante la strada verso Wembley sia ancora lunga, sarebbe il giusto premio per questa incredibile mutazione. Il Milan, però, deve stare attento anche a eventuali effetti negativi che ne potrebbero conseguire in caso di eliminazione. Difendere il 2-0 dell’andata è arduo e una sconfitta potrebbe avere un effetto boomerang cancellando l’entusiasmo di questi giorni e abbassando di tanto l’umore dello spogliatoio. In ogni caso la speranza di questa sera è quella di assistere uno spettacolo sportivo consapevoli che un successo del Milan sia sicuramente un bene per il futuro del calcio italiano in Europa.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal. Email: emodugno@mondosportivo.it