Il Balo risolutore

Diciamola tutta: un po’ di perplessità, all’inizio, c’er sul suo conto. “Balotelli torna in Italia, e a far cosa? Non fa già troppi casini all’estero”? Poi, pian piano, partita dopo partita, gol dopo gol, la gran parte (o tutta? Già, forse tutta) di coloro che lo criticavano si è ricreduta: “Sì, questo qui è un vero toppleier“. Insomma: Balo sta facendo sorridere i tifosi rossoneri, sta contribuendo a risollevare le sorti di un Milan che aveva iniziato la stagione in maniera disastrosa, è riuscito a innalzare il livello del calcio nostrano – negli ultimi anni criticato, forse troppo – e, attenzione attenzione, sta facendo… dimenticare Ibrahimovic. Il quale, dal canto suo, se la spassa Oltremanica: segna, è primo, sta patendo qualche difficoltà in questo periodo perché il suo Psg sembra perdere qualche colpetto qua e là, però tutto sommato Ibra è Ibra, e sta stupendo anche alle pendici della Torre Eiffel.

In estate, il dramma: via lo svedese, e non solo: via Thiago Silva. E dentro chi? Pazzini e Acerbi? Di certo, non un Milan da scudetto. Ci sono voluti sei mesi di andamento lento per vedersi spalle al muro, e far qualcosa per rimediare. Innanzitutto, Acerbi: rispedito alla casa madre, via Genova, con tanto di fiocchetto in testa. Bravo, sì, talentuoso, pure, però… lui no, non è mica un toppleir. Poi, l’addio anche di Pato, talento… un po’ troppo cristallino, e quello di Emanuelson, altro che a dirla tutta sembrava anche essersi riuscito a ritagliare il suo spazio in rossonero, e invece… no, via anche lui. Con il conto che non torna: ci si voleva rafforzare, e invece? Si danno via tutti?

Un momento, un momento: come nei migliori film d’azione, c’è la suspance che cede pian piano il passo al colpo a effetto finale. Che no, non è stato Kaka, il quale doveva pure tornare ma, a causa dell’elevata fiscalità italiana, è rimasto dov’era (fermi, fermi: vietati i riferimenti politici, anche se – ammetto – vengono spontanei) ma… incredibilmente Balotelli. Eh sì, il cattivo ragazzo, colui che in Inghilterra omaggiavano col coro che tutto il mondo, oramai, conosce. Arriva lui e tutto, per magia, diventa più roseo. Esordisce con gol, ne segna un altro, e un altro ancora. L’ultimo ieri sera a Marassi: quinta rete in campionato, quinto centro da quando è arrivato, e cioè da fine gennaio. Mica male. Il Milan, con lui in squadra, pare diventato imbattibile: i rossoneri sembrano… convinti. Sembra che possano far polpette di chiunque, e attenzione: non è più neanche fondamentale che lui, Balo, sia obbligatoriamente lì in campo (vedere la povera Lazio, abbattuta da… Pazzini). L’importante è che sia lì, che l’ambiente senta la sua presenza, quella di un carattere forte che consentisse alla squadra di avvolgersi attorno a lui.

Non si dica, poi, che adesso El Shaarawy sia meno incisivo: il suo gioco rimane comunque prezioso; è solo che, magari, siccome adesso c’è anche chi segna spesso, lui può limitarsi a svolgere quello che è sempre stato il suo vero lavoro, ovvero dare risalto alla fantasia, avere la palla al piede e… inventare. Che poi inventi un assist o un gol, questo dipende da lui, da dove si trova, da cosa vuole fare. Di certo, la presenza di Balotelli, in gruppo, ha giovato anche al piccolo Faraone, che ha trovato un ideale compagno di giochi. Balo lì davanti, dunque, attorno tutti quanti: anche Niang, ancora un po’ acerbo ma potenzialmente immenso. Insomma: con quel cattivo ragazzo in squadra, il Milan sembra aver acquisito, più che forza… fiducia. Balotelli ha portato grinta, determinazione, vigore. Il Milan le ha assimilate, queste cose, e poi le ha fatte esplodere tutte assieme. Ritrovando quel carattere che aveva incredibilmente perso, e che gli sta invece consentendo, adesso, di guardare lassù con sacrosanto ottimismo.

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Appassionato di sport – calcio, NFL e tennis su tutti. Direttore di MondoPallone.it, giornalista e telecronista di Sportitalia. Ottimista e molto (troppo) frenetico. Email: amilone@mondosportivo.it