Cagliari in corteo per la sua Is Arenas

Un’unica richiesta, espressa a gran voce: entrare allo stadio per vedere giocare il Cagliari. Con questa missione si sono ritrovati questa mattina attorno alle 11.30 i calciatori delle varie formazioni del Cagliari, dalla Prima squadra alle giovanili, e centinaia di tifosi rossoblù. La manifestazione, dall’emblematico titolo “Is Arenas is now” ovvero “l’Is Arena è adesso”, ha avuto lo scopo di portare l’attenzione di mezzi di comunicazione e istituzioni sulla voglia dei tifosi di essere presenti alle partite della propria squadra del cuore e dell’esigenza di tutti i calciatori di avere una cornice di pubblico che li sostenga nei momenti più difficili delle partite e che gioisca con loro quando le cose vanno bene.

Il corteo nel capoluogo sardo è partito da piazza Unione Sarda, ha percorso via Flumendosa, viale Trieste per fermarsi in piazza Yenne, sotto la statua di Carlo Felice, sede storica dei festeggiamenti dei tifosi per le vittorie del Cagliari. A sostenere questa protesta del tutto pacifica si sono precipitati non  il capitano Daniele Conti e tutti gli altri giocatori della società, ma anche personaggi provenienti da altre zone d’Italia come il giornalista Ivan Zazzaroni.  “Non è un problema solo sardo, è un problema nazionale” ha sostenuto.  Insomma, una vera e propria mobilitazione per fare in modo che, al di là di vicende giudiziarie, burocrazia e colpe attribuibili a dirigenti o funzionari di società o istituzioni, Cagliari abbia finalmente  a disposizione uno stadio nel quale poter gustare le partite giocate dalla propria squadra di calcio.

In serata sul sito del Cagliari calcio è apparso un comunicato ufficiale che ha annunciato la dimissione dell’intero CdA del club sardo in segno di adesione alla manifestazione odierna e come protesta per la situazione che si è creata intorno al problema “Is Arenas”.

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Nata il 7 ottobre 1982 e laureata in Teorie e tecniche della comunicazione mediale, è giornalista professionista. Lavora al quotidiano Il Giorno. Musica, cinema e sport (tranne i motori) sono le sue droghe.