Totti re d’Italia

Com’è lontano quel 28 marzo 1993. Sono passati quasi 20 anni da quella partita tra Roma e Brescia. Da quell’esordio di un ragazzino di 16 anni nel campionato dei grandi con addosso la maglia del suo cuore.

Nel mezzo, abbiamo visto uno Scudetto, due Coppe Italia, due Supercoppe Italiane, un campionato europeo under 21 e, giusto per gradire, anche un campionato del Mondo.

Una carriera che sembra non finire mai, quella di Francesco Totti, che continua a regalarci numeri che resteranno alla storia per sempre: 666 presenze e 280 gol complessivi con la maglia della Roma, 58 presenze e 9 reti con la maglia della Nazionale e solo in Serie A 525 presenze e 225 gol in maglia giallorossa, secondo nella classifica di tutti i tempi dietro a Piola, ancora primo dall’alto dei suoi 273 gol.

Il gol di ieri sera al Genoa è solo l’ultimo (per ora) di una galleria d’arte che conta 225 perle di rara bellezza al suo interno. Si parte da lontano, dal 4 settembre 1994 in una gara contro il Foggia con un sinistro di prima intenzione su una sponda di Fonseca e si finirà chissà dove e chissà quando, magari con un pallonetto da fuori area come il gol segnato all’Inter o con un tiro al volo ad incrociare come quello realizzato contro la Sampdoria.

Francesco Totti, partito Del Piero per l’Australia, è l’ultima bandiera italiana presente in Serie A. Un giocatore, un uomo, che a volte ha fatto discutere, che a volte ha sbagliato, che a volte ha diviso una nazione con i suoi comportamenti e modi di fare. Ma è un uomo che man mano che passavano gli anni è maturato, che ha saputo diventare leader e dimostrare, pur non vincendo nessun trofeo personale come un Pallone d’Oro, di essere tra i giocatori più forti del pianeta.

Un giocatore cardine per la nostra Nazionale campione del Mondo nel 2006, che ci ha tenuto tutti con il fiato sospeso prima della battuta di quel rigore nei minuti di recupero dell’ottavo di finale contro l’Australia e che ha dato il via a quel fantastico contropiede che è valso il 2 a 0 nella semifinale contro la Germania.

Un giocatore e un uomo che nonostante tutto ha saputo resistere alle tentazioni e ai soldi delle grandi squadre estere, che ha deciso di restare a Roma nella sua squadra e nella sua città rinunciando forse a un maggior numero di vittorie e riconoscimenti personali.

Un uomo che ha scelto il sentimento in un mondo comandato dai soldi.

Un uomo di nome Francesco Totti, viva il Re.

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Twitter addicted, vive di calcio. In campo è convinto di essere Pirlo, ma in realtà è un Carrozzieri qualunque. Per lui il trequartista è una questione di principio. Email: fmariani@mondosportivo.it