MondoPallone Racconta… Hasse Jeppson: tennis, calcio e milioni

 

Il 21 febbraio è scomparso a Roma all’età di 87 anni Hans “Hasse” Jeppson, attaccante svedese che nella prima metà degli anni ’50 visse stagioni da protagonista nella nostra Serie A. Diventato celebre con il soprannome ” ‘O Banco ‘e Napule” per la cifra record di 105 milioni che sborsò per lui il Napoli nel 1952, arrivò in Italia con lo status di dilettante diviso tra tennis e calcio. Un protagonista di un’epoca lontana che ha però lasciato ottimi ricordi, soprattutto nella città partenopea. In questa puntata raccontiamo la sua storia. 

Il dilettantismo in Svezia

Hans Erik Johan “HasseJeppson nasce a Kungsbacka (Svezia) il 10 maggio 1925. Inizia nel calcio che conta – seppur dilettantistico – con la maglia dell’ Örgryte nel 1946. La sua carriera comincia a diventare importante grazie al trasferimento al Djurgården due anni più tardi. Jeppson si mette subito in mostra a suon di gol, esordendo nella nazionale maggiore il 13 maggio 1949 contro l’Inghilterra (realizzando una rete nella vittoria per 3-1). Approfitta dell’allontanamento forzato di Gunnar Nordahl dalla rappresentativa, perchè diventato professionista in Italia, e ne prende il posto al centro dell’attacco nella Coppa Rimet 1950. Realizza una doppietta nel 3-2 alla nazionale azzurra al Pacaembu di São Paulo.

vm1950
La Svezia che sconfisse l’Italia al Mondiale 1950. Jeppson è il secondo da sinistra in piedi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A quel Mondiale la Svezia terminerà come terza classificata. Dopo la Rimet non vestirà più la casacca gialloblu, totalizzando 12 presenze e 9 reti. In sole tre stagioni con il Djurgården realizza ben 58 reti in 51 partite, diventando capocannoniere dell’Allsvenskan 1950-51 con 17 marcature. Riceve in patria il nomignolo “Hasse Guldfot” (Hasse piede d’oro), nonostante fosse bravo nel segnare tanto che nello sbagliare gol. Come recita la sua descrizione fatta dal compagno di nazionale Nacka Skoglund nel 1951.

Jeppson Svezia
Con la maglia della nazionale svedese

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In Inghilterra tra lavoro e football

Nel gennaio dello stesso anno si trasferisce nel Regno Unito perché l’azienda per cui lavora vuole che migliori il suo inglese. Arriva a Londra e si reca a Charlton per vedere la gara con il Blackpool, perché tra gli ospiti milita il grande Stanley Matthews. Viene avvicinato da un dirigente del Charlton, che lo convince a legarsi al club pur mantenendo lo status di dilettante per non perdere la sua seconda passione, il tennis. All’epoca Jeppson è campione nazionale studentesco e tra i migliori 10 giocatori del suo paese. Va a segno 9 volte in 12 apparizioni, lasciando come ricordo una memorabile tripletta ad Highbury contro l’Arsenal.

La prestigiosa testata Daily Star lo descrisse così: “Alto, bello e giocatore brillante, ha catturato l’immaginario collettivo“.

Bergamo e poi… ‘O Banco ‘e Napule

Nell’ottobre 1951 approda al professionismo in Italia, acquistato dall’Atalanta. Il biondo centrattacco svedese bagna l’esordio segnando la rete decisiva in Atalanta-Como 1-0 e timbra ben 22 volte in 27 presenze di campionato. L’exploit in maglia nerazzurra attira Achille Lauro, armatore e proprietario del Napoli. Acquista Jeppson per 105 milioni di lire: da quel momento il giocatore riceverà il soprannome di ” ‘O Banco ‘e Napule” (Il Banco di Napoli). Resta ai piedi del Vesuvio fino al 1956, dopo 112 presenze, 52 reti e la frequentazione del circolo tennistico cittadino in cui conosce Emma De Martino, sposata nel 1957.

Ultimi gol ed il dopo-carriera

Si trasferisce al Torino per l’ultima stagione della carriera, condita da 7 gol in 19 partite. Lascia l’agonismo per evitare in anticipo un eventuale scadimento di forma all’età di 32 anni. Fuori dal calcio lavorerà come dirigente di un’azienda meccanica del proprio Paese, segretario commerciale per il Consolato Svedese a Milano e fonderà una ditta di import-export. Decide di trasferirsi definitivamente in Italia nel 1980, a Roma. Continua a praticare il tennis, ma a causa di un piccolo infarto sposta la sua attenzione sul golf. Nel 2008 visitò Napoli e lo Stadio San Paolo, inaugurato nel 1959 e che quindi non fu teatro delle sue prodezze: all’epoca il Napoli giocava sul terreno Arturo Collana nel quartiere Vomero. In quell’occasione gli fu regalata la maglia del club con tanto di nome e numero 9.

jeppson napoli
A Napoli nel 2008

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Attore 

Fece due brevi apparizioni cinematografiche in Svezia, prendendo parte ai film Tini-Kling’ (1951) e Brudar och bollar eller Snurren i Neapel (1955).

Addio, campione

E’ scomparso nella Capitale il 21 febbraio per le complicazioni conseguenti ad un intervento chirurgico dopo la frattura di un femore.

 

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Cagliaritano, classe '81. Pazzo per Brera, Guerin Sportivo e Panini. Da anni membro di MP: principalmente ed inevitabilmente, per scrivere sulla storia del calcio. Italiano ed internazionale. Email: fornano@mondosportivo.it