Il calcio in secondo piano

Quello appena trascorso è stato un lunedì concentrato principalmente sul futuro della nazione e sui risultati usciti da questa tornata elettorale. Nel caos generale causato dagli exit poll ribaltati successivamente dai risultati reali, il calcio per una volta è passato in secondo piano. Difficile infatti parlare della vittoria dell’Anderlecht al Torneo di Viareggio, del terzo pareggio di fila del Napoli di Mazzarri o del ritorno alla vittoria della Lazio davanti a un momento difficile per il nostro paese. Dall’altra parte infatti teneva banco l’avvincente testa a testa tra Berlusconi e Bersani, paragonabile quasi a un match che giunge fino ai tempi supplementari, interminabile per gli addetti ai lavori con il forte rischio di un pareggio.

Il paragone con il calcio purtroppo non si è fermato qui e qualcuno ha vissuto questa campagna elettorale allo stesso modo di una partita, insultando chi la pensava in modo diverso dal proprio; un discorso valido per tutte le direzioni: destra, sinistra, centro, grillini e non. Un aspetto negativo del pianeta calcistico è stato esportato e applicato in un contesto particolare, perdendo di volta in volta il significato di democrazia rimasto in questo splendido strumento chiamato diritto al voto. Sinceramente una situazione non adatta all’attualità. Se proprio dobbiamo fare dei parallelismo con il mondo sportivo allora la nostra speranza è che da qui in avanti il nostro paese venga governato con lo stesso spirito con cui si vive il terzo tempo nel rugby; alziamo tutti le nostre pinte e prepariamoci a vivere insieme questa terza Repubblica.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal. Email: emodugno@mondosportivo.it