I grandi del calcio russo: Artem Dzyuba, fisico e buona volontà

Nell’undicesima puntata della nostra rubrica andiamo ad analizzare le potenzialità di Artem Dzyuba, giovane centravanti dello Spartak Mosca.

In Russia, si sa, ci sono tanti giocatori promettenti (solitamente attaccanti o affini). L’unico problema arriva quando bisogna confermare il proprio potenziale ed eliminare quindi la sporadicità delle sue manifestazioni. Artem Dzyuba incarna al meglio questa tipologia di personaggio, ma se lo Spartak ha deciso di investire su di lui (cosa che non ha fatto con calciatori di età e prospettive simili come Pavlenko e Prudnikov, o lo stesso Nikita Bazhenov) un motivo ci sarà.

Tralasciando il limite che impone alle squadre russe di impiegare obbligatoriamente almeno quattro giocatori locali (e lo Spartak è una tra le compagini che fa più fatica a rispettare questa norma) che risulterebbe una irrispettosa spiegazione della scelta esposta in precedenza, lo Spartak Mosca crede in Dzyuba perchè Artem possiede importanti qualità.

Dotato di un fisico impressionante, che gli permette di fare a sportellate con chiunque (molto simile a Hulk, per costituzione), ha un fiuto del gol da bomber di razza. Non essendo però Lacina Traorè (centravanti dell’Anzhi che abbina in maniera sconcertante stazza imponente, velocità e piedi buoni) il russo deficita e non poco sul piano della velocità, della coordinazione e della pulizia dei gesti. Premettendo che quest’ultima caratteristica è rilevante soprattutto per chi guarda le partite da fuori, la “difficoltà” in alcuni movimenti ne compromette il buon esito dei suoi gesti tecnici. A questo, però, sopperisce come detto con una potenza fisica fuori dal comune.

Prodotto dell’accademia giovanile dello Spartak, annovera comunque una bella esperienza in Siberia, in prestito al Tom Tomsk. Alla corte dell’eclettico Valerij Nepomnyashchnij realizza 13 reti e aiuta il Tom a salvarsi. Sia Nepomnyashchnij che Karpin risulteranno essere per lui due allenatori molto importanti, che lo aiuteranno nella sua formazione calcistica e umana. Completamente diverso il suo rapporto con Unai Emery.

Nell’estate del 2012 il tecnico spagnolo giunge in Russia e firma un contratto con lo Spartak Mosca. La sua esperienza si chiude dopo il clamoroso 0-5 con la Dinamo Mosca, dopo nemmeno 4 mesi di lavoro, e Dzyuba si schiera apertamente contro l’iberico. Lo definisce “Trenerushka”, letteralmente allenatoruccio, salvo poi ritrattare quanto detto e augurare il meglio al suo ex allenatore (probabilmente per evitare la multa che poi la società gli ha comunque comminato).

Entrato nel giro della nazionale, Capello lo ha chiamato per la gara amichevole con gli Stati Uniti, dove si è conquistato un rigore. Negli scorsi preliminari di Champions il suo ingresso in campo è risultato decisivo per far respirare la propria squadra nei minuti finali della complicata (non solo sul piano prettamente agonistico) sfida in casa del Fenerbache. E, inoltre, può vantare una doppietta a White Hart Lane, nella Coppa Uefa 2008-2009.

Le scorse puntate:
Lun 21 gen: Pavel Pogrebnyak, classe abbinata a potenza
Mer 23 gen: Andrey Arshavin, talento e svogliatezza
Ven 25 gen: Eduard Streltsov, il Pelè Bianco
Lun 28 gen: Aleksandr Kokorin, il nuovo che avanza
Mer 6 feb: Roman Shirokov, testa, cuore, gambe e….twitter!
Ven 8 feb: Vladimir Bystrov, l’uomo “veloce”
Lun 11 feb: Yuri Zhirkov, un fulmine sulla fascia
Ven 15 feb: Vyacheslav Malafeev, un portiere, una bandiera
Lun 18 feb: Igor Shevchenko, tutt’altro che un comprimario
Mer 20 feb: Sergey Semak, classe ed esperienza

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Grande appassionato di calcio russo, tifoso dello Zenit San Pietroburgo. Estimatore del calcio giocato nei luoghi meno nobili e più nascosti, preferirebbe vedere un Torpedo-Alaniya rispetto a uno Juventus-Milan. Email: mbraga@mondosportivo.it