Dalle isole vergini britanniche…

Ti eri presentato all’Inghilterra con fare arrogante, superbo, esagerato. I titoli col Porto? Dimenticati, dissero. La rivoluzione al Chelsea? Utopia, tonfo, fallimento clamoroso.

Come ti senti quando vieni esonerato e poi il “traghettatore” porta la squadra in trionfo? Cosa pensavi, quando i ragazzi di Di Matteo alzavano la coppa dalle grandi orecchie? Ora è passato del tempo, sei sempre a Londra ma meno in vista.

I riflettori che puntano su White Hart Lane pungono meno di quelli di Stamford Bridge. Sarà meno chic, meno glamour, però ti hanno dato un club ricco di storia. Lontano dai fasti, certo, di un passato glorioso e anche un po’ pionieristico, ma l’eredità di Redknapp era pesante.

Foto Daily Mail
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Pesante da raccogliere, ma anche da analizzare. Chi lo capisce, quello? Doveva allenare la nazionale inglese, salvare la patria dopo l’interlocutoria e (in qualche modo) balbettante gestione Capello, e invece ora è ultimo in classifica.

E tu? Tu che facevi ridere tutti, l’uomo per il quale aprivano blog, siti e profili nei social network inneggiando all’esonero, al ragazzino troppo presto seduto su una grande panchina, tu che fine hai fatto?

Alleni il Tottenham, di grazia. Lo alleni pure bene. Vero che con un Bale nel motore tutto è più facile, però la squadra regge, i ritmi piacciono, fari puntati sulla prossima Champions. Frattanto, elimini il Lione dall’Europa League, registri con disappunto gli episodi di violenza che i tuoi tifosi subiscono in trasferta, regali un calcio in grado di rievocare, come minimo, i fasti dello stesso Redknapp di cui sopra.

Fa un po’ sorridere, no? Tu quarto in classifica davanti ai cugini sempre rivali, quei Gunners che paiono alla fine di un ciclo. Uno sorride, perdonami, pensando al tuo Chelsea in crisi, al tuo Chelsea trafitto al San Paolo, al tuo Chelsea da sack in the morning.

Sì, forse Special Two è stato un nome un po’ superbo. Ma oltre al Porto c’è di più, e se tutto va bene la prossima Champions League ritroverà l’allenatore che dopo un esonero, invece che fallire, rilancia. Sempre sotto il Big Ben, partendo dalla nazionale delle Isole Vergini Britanniche.

«Non ho mai pensato di fare il calciatore, del resto non ne avrei avuto il tempo» (Luís André de Pina Cabral de Villas-Boas)

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Sardo classe 1987, ama il rugby, il calcio e i supplementari punto a punto. Già redattore di Isolabasket.it e della rivista cagliaritana Vulcano, si è laureato in Lettere con una tesi su Woody Allen. Email: mportoghese@mondosportivo.it